frutti antichi: Susino regina Claudia

agosto 8th, 2011 § 2 commenti

La Claudia è la regina delle Susine.
Bella nelle forme e di colorito modesto ma gentile, essa le supera tutte in delicatezza, in abbondanza di sugo, ed in sapore. [...]
Il frutto è rotondo, di una grossezza mezzana, tagliato da una suttura marcata, e pendente da un picciuòlo piuttosto corto. La buccia è sottile, verdastra, e sfumata da una velatura di rosso dal lato del Sole. La polpa è fina, delicata, e piena di un sugo abbondante e saporitissimo. [...]

brano tratto da Pomona Italiana di Giorgio Gallesio.
Come non essere tentati, dopo tale lettura, dal desiderio di possedere nel proprio giardino-frutteto un albero di susino Regina Claudia, ancor più dopo averne assaporato i sui frutti?

La storia ci tramanda che é una varietà molto apprezzata già dal 1500 e deve il suo nome alla Regina Claudia, moglie di Francesco I, alla quale fu dedicata. Dalla Francia è poi migrata ai nostri frutteti.

Il mio Susino Regina Claudia deve contendere i raggi del sole rubati dai più imponenti Carpinus betulus che prepotenti lo attorniano. Fortunatamente è un albero da frutta adatto anche a condizioni di luce più disagiate ma ama terreni freschi e ben concimati.

Quest’anno, per un  benevolo incrocio di condizioni naturali ho potuto usufruire di un ottimo ed abbondante raccolto!

brevi note colturali:

Per un buona produzione fruttifera occorre intervenire con potature mirate (a fine inverno quando non sussistono più pericoli di gelate), non troppo invasive.

Come per tutti gli alberi e arbusti vale la regola di asportare i rami secchi o rotti, tagliando poi quelli che crescono orientati verso il centro della pianta ed i ricacci verticali interni, in ultimo elimineremo quelli che ne incrociano altri o che crescono paralleli o troppo ravvicinati tra loro.

Il Susino Regina Claudia è una pianta che ha  tendenza a fruttificare sui brandilli, durante la potatura perciò occorre fare attenzione a non eliminarli. I brandilli sono rami sottili e lunghi, di un anno di età che si dipartono dal ramo principale che se quest’ultimo è troppo vigoroso si formano difficilmente.

In questo caso è bene prevedere ad una potatura di ritorno.

Poichè la pianta tende a crescere in altezza inoltre, occorre portare in orizzontale i rami flessibili (legando ad essi un peso con una corda…)per favorire la formazione di più brindilli e la conseguente migliore produzione fruttifera.

concorso blog mariclaire:
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frutti antichi: Albicocca di Valleggia

agosto 2nd, 2011 § 6 commenti

poche ma buone!

In un’annata agricola che in riviera si è rivelata avara di frutta ma nell’entroterra, complice forse una piovosa primavera, ha regalato copiosi raccolti, finalmente ho potuto gustare delle ottime albicocche.

Un piccolo albero di albicocche da tempo è presente nel bosco-giardino.
E’ stata scelta la migliore qualità della zona del savonese, l’antica rinomata  Albicocca di Valleggia. Dopo tanti anni l’albero è cresciuto ben poco, grandi cure e attente potature, non hanno apportato alcun miglioramento. Il terreno argilloso ben si adatta alla varietà, non altrettanto, evidentemente, le gelate invernali.

Dell’Albicocca di Valleggia esiste traccia già dalla prima metà dell’800, è pianta vigorosa, longeva e rustica, presente nelle zone della riviera ligure e nel suo primo entroterra fino ai 300 mt.  E’ troppo chiedere di sopportare i freddi inverni dei 400 mt del mio bosco-giardino!

Dopo annate nelle quali abbiamo saggiato un’esilissima produzione, quest’anno l’alberello si è prodigato in un buon raccolto degustativo.

Per noi che abitiamo questa parte della riviera ligure, l’albicocca è indissolubilmente legata al nome di Valleggia.  Difficile consumare altre varietà dopo aver assaggiato la “valleggina”, di taglia piccola, colore intenso, dalla caratteristica picchiettatura marrone, dallo scorso anno ha ottenuto l’ambito riconoscimento di SlowFood che l’ha inserita tra i presidi regionali.

Il 24 -25 settembre, si svolgerà Fiori Frutta Qualità, evento ortoflorovivaistico e di biotecnologie che ho ideato e da 4 anni organizzo per il Comune di Celle Ligure, tra gli espositori  potrete trovare la cooperativa Le Riunite, che da anni seleziona e tutela la migliore varietà di Albicocche di Valleggia contraddistinte da un logo di riconoscimento di qualità.

preziose perle di bosco

giugno 20th, 2011 § 9 commenti

Il mio interesse verso la coltivazione del Ribes
è stato destato in parte dalla lettura del bellissimo libro
“Guida all’autosufficienza”di John Seymour. 
L’autore decanta le molteplici doti di questo piccolo frutto, non ultima la sua facilità di coltivazione anche per l’orticoltore principiante. Suggerisce in particolar modo:” Il Ribes nero è robusto, prolifico, nutriente (forse la migliore fonte di vitamina C che potete trovare) e si conserva facilmente.”

Il Ribes era coltivato storicamente in tutti gli orti del nord Europa per sopperire al fabbisogno vitaminico esaurito nel combattere i malanni provocati dal freddo invernale. Mi piaceva l’idea di avere un frutto di facile coltivazione con così tante virtù. Sono due anni che ne coltivo entrambe le specie. Ho piantato i miei ribes sotto ai castagni che ne garantiscono ombra e riparo dai venti.

Il Ribes rosso tuttavia consumato fresco è molto asprigno e il Ribes nero fortemente aromatico ma la combinazione delle due varietà si trasforma in un eccellente marmellata che ne conserva, anche se diminuite, tutte le proprietà.

Brevi note colturali:

Il Ribes fa parte della famiglia delle Grossulariaceae, è una pianta in grado di adattarsi a quasi tutti i tipi di terreno preferendo quello argilloso, non gradisce posizioni troppo soleggiate e ama un clima temperato e abbastanza fresco. E’ resistente alle malattie ed è di facile moltiplicazione tramite talea prelevata nel momento della potatura che è differente per le due principali specie.

Ribes nigrum fruttifica su legno nuovo, vengono perciò eliminati a fine autunno tutti i rami che hanno fruttificato. Potare i nuovi rami principali a metà lunghezza e gli altri a 1 cm da dove  spuntano.

Ribes rubrum fruttifica sui nuovi getti del vecchi rami che non andranno perciò tagliati. Tuttavia è opportuno praticare una potatura estiva di riduzione dei rami nuovi.

fragole nell’orto

maggio 25th, 2011 § Lascia un commento

Illustrazioni botaniche con vecchie varietà di fragole di inizio del 1900 e cenni di coltivazione per una ‘fragolaia’ domestica
Leggi il mio post su L’orto di Michelle

errori da evitare

novembre 29th, 2010 § Lascia un commento

Mai far visita ad un vivaio impreparati su un acquisto soprattutto se si tratta di un albero!

Giovedì scorso mi sono recata presso un vivaio specializzato in alberi da frutta per accompagnare mio padre che doveva ritirare alcune piante prenotate tempo prima. Le cataste ordinate di alberi cartellinati in attesa di “fissa dimora” sono state un richiamo irresistibile.
Per ingordigia, in un attimo balena il desiderio di un albero di albicocche. In effetti avevo già da tempo pensato di sostituire o meglio integrare i due poveri esemplari di albicocca di Valleggia, che piantati da circa 15 anni ma lontani dalla loro terra di origine e a 420 mt. di altitudine stentano alquanto nella produzione frutticola (a dir tanto in totale 1 Kilo!).
Mi era stata suggerita la Bella di Imola, varietà resistente a climi più rigidi.
Non so come è successo, sono uscita dal vivaio con un albicocco dall’evocativo nome “Flavorcot”. Troppo tardi per ripensamenti.
A casa ho fatto alcune ricerche in internet che un poco mi hanno rassicurata.
E’ presente anche nella lista delle piante segnalate da RHS (Royal Horticultural Society).
Sembra che il mio albero Prunus armeniaca ‘Flavorcot’ (syn. ‘Bayato’) sia il prodotto di accurate selezioni, con tanto di marchio registrato. E’ autofertile e produce un abbondante raccolto di frutta dalla forma oblunga di pezzatura media e con ottimo sapore. Adatto anche per confetture.

Altro errore, avrei dovuto scavare la buca con almeno un paio di mesi di anticipo  per fare areare il terreno.  Ma non avendolo messo in preventivo…
Preparata per bene la sua dimora l’ho comunque piantato per tempo, si dice che a Santa Caterina, il 25 novembre, sia un giorno speciale per piantare.

In Francia hanno un bellissimo proverbio:
à la Sainte-Catherine tout bois prend racine!

Si dice anche che a Santa Caterina la neve si avvicina. Così quest’anno è stato.
Appena in tempo e il mio albero è già avvolto dal suo primo manto di neve.

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