Gelée di birra al luppolo

7 maggio 2013 § 4 commenti

Maggio, tempo di Orticola.
Quest’anno, alla mostra-mercato milanese dedicata a fiori e piante (Milano, dal 10 al 12 maggio) debutterà il luppolo: AssoBirra ha scelto la manifestazione simbolo delle ultime tendenze del green life style per raccontare tutta la storia e la natura contenute in un bicchiere di birra, le semplici, ma imprescindibili, regole  per servirla al meglio e i suoi abbinamenti con l’eco-cucina.

Il cuore della presenza di AssoBirra a Orticola sarà la “Pergola del luppolo”: uno spazio relax, nella migliore tradizione dei Beer Garden di tutto il mondo, realizzato con due materie prime della birra (orzo e luppolo), dove gli appassionati di gardening riceveranno l’opuscolo “Birra e Orto” e potranno scoprire tutti i segreti di questa bevanda.

Alcuni blogger sono stati invitati ad interpretare la birra per alcune ricette.

La mia proposta una Gelée di birra per accompagnare crostini caldi con chèvre su letto di misticanza con noci e pomodorini confit.

Gelée di birra con luppolo

gelatina di birra

Gelée di birra

1 litro di birra
300 gr. di zucchero di canna
1 busta di Fruttapec

Preparazione:

E’ necessario dapprima liberare la birra dall’anidride carbonica che cuocendo formerebbe un eccesso di schiuma.
In una pentola dai bordi molto alti versare la birra e lasciare riposare per tutta la notte.
Il giorno seguente aggiungere lo zucchero e Fruttapec e portare a ebollizione. Abbassare la fiamma e proseguire la cottura finché il liquido non si sarà ridotto di 1/3, l’operazione richiede circa 10 minuti. Versare nei vasetti, tappare e sterilizzare.

Gelée di birra con chèvre

Preparare i pomodorini dopo averli tagliati a metà per la loro lunghezza, si cospargono di gelée di birra e si mettono per qualche minuto a cuocere in forno fino a caramellarli.

Su un lettino di misticanza delle più tenere insalatine condite con una leggera vinagrette, adagiare alcuni pomodorini confit, il crostino caldo con chèvre e completare con qualche noce. La gelée di birra si sposa con delicatezza a questo piatto che sarà accompagnato da una buona birra servita fresca!

Birra in giardino…

“Il piacere informale e trasversale di una birra è adatto a diverse occasioni… ma che fare con gli avanzi di bevanda rimasti sul fondo della bottiglia o del bicchiere? Potrebbero essere riutilizzati con successo in giardino o sul terrazzo.

Per esempio, offrire un “sorso di birra” di tanto in tanto farà crescere i gerani più rigogliosi e forti, mentre tamponando le foglie delle piante con un batuffolo di ovatta imbevuta di birra ridarà loro lucentezza. Anche presi singolarmente gli ingredienti di una chiara possono aiutare l’appassionato di gardening: l’aggiunta di lievito di birra all’acqua per annaffiare (in una proporzione di 3 cucchiai per 10 litri di acqua) aiuterà la formazione di nuovi boccioli sulle rose.

La birra è anche un antiparassitario naturale contro lumache e limacce: basta riempire di birra un contenitore e sotterrarlo fino all’orlo; le lumache, attirate dal suo odore, cadranno nel contenitore e non riusciranno ad uscire; al mattino possono così venire spostate con rapidità.

E perché non fabbricare in casa un fertilizzante naturale alla birra? Basta mescolare l’equivalente di una lattina di birra con una tazza di ammoniaca, una tazza di sale inglese e due tazze di acqua per ottenere un concime naturale che, spruzzato sulle piante, le farà crescere più forti e vigorose.”

bon bon alla violetta

12 aprile 2013 § 23 commenti

Ancora violette
ancora ricette…ginevrine alla violetta

Con lo zucchero di violetta da poco preparato, ispirata da una ricetta di Ely salvata da un po’ di tempo ho realizzato le caramelle di zucchero più classiche. Oltre ad essere molto belle sono davvero una prelibatezza da centellinare per una coccola gourmand!

Ingredienti

  • 100 gr zucchero alla violetta
  • 100 gr zucchero semolato
  • 1 cucchiaio di sciroppo di rosa
  • 1 cucchiaio di acqua
  • 1 pizzico di vaniglina

In un pentolino posto su fuoco dolce, mescolare gli ingredienti fino a che iniziano ad amalgamarsi. Occorre fare attenzione affinché non si sciolga del tutto lo zucchero. Aiutati da un cucchiaino versare a gocce il preparato su una carta da forno e lasciare asciugare per 24 ore. Trasferire le caramelle su una gratella ed attendere la loro completa essiccazione. Conservare in un barattolo di vetro in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce.

violet sugar

22 marzo 2013 § 47 commenti

Primavera per me, sono le viole…Viola odorata

quelle di campo profumate, le mammole.
Prepararne mazzolini, ammirarne il colore ed inebriarmi del loro aroma,
Ne ho catturato il sapore e l’ho mescolato ai cristalli dello zucchero per una semplicissima ricetta.
Addolcirà un te, insaporirà un dolce e potrà essere un originale regalo per gli amici.

violettazucchero alla viola

zucchero alla violetta

Ingredienti:

•  80 grammi di zucchero
• 15 gr di violette

Tritare finemente al mixer i petali dei fiori di viola, con 50 grammi di zucchero.
Aggiungere infine lo zucchero rimanente.
Stendere il composto in un piatto e lasciare asciugare per un’ora.
Mescolare bene ed invasare in un barattolo di vetro.
Conservare in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce.

Violet Sugar


ormai è un’abitudine… ho preparato un nuovo Bakers Twine panna/violetto.

tag violetta

la tag free che ho preparato per voi è disponibile qui

orange sugar

1 marzo 2013 § 39 commenti

Capita a volte
di avere per le mani arance vere, quelle davvero buone e non trattate. Dispiace allora non utilizzarne la profumata e spessa buccia, ricca di olii essenziali ottima da utilizzare in cucina per tante preparazioni culinarie.

orange and cannelleorange sugar

buccia di arancia non trattata
doppio del peso o poco più di zucchero di canna
1 stecca piccola di cannella

Eliminare l’albedo dell’arancia (parte bianca ricca di pectina che rende però amare le preparazioni) con un coltello affilato, e tagliare a julienne la buccia. Metterla su un foglio di carta da forno e posarla su di un calorifero per qualche ora affinchè di essichi per bene. Passare tutti gli ingredienti al tritatutto, il Bimby sarebbe l’ideale, perfetto anche il macina caffè! Riporre la preparazione in un vasetto di vetro. Buonissima spolverata su torte ma anche gelati e yogurt.

cut and dried orangeorange sugar  collage

Non sono ancora riuscita a trovare il Bakers Twine, che tanto ci piace…  Ho tinto così dello spago neutro con una miscela di acquarello arancione e l’ho ritorto con pari lunghezza lasciata del colore originale.

orange sugarNon poteva mancare l’etichetta personalizzata, l’ho preparata anche senza scritta in modo da poterla utilizzare,  anche per altre occasioni! la potete scaricare qui.orange bis ss (1) - Copia

Rose hips & honey remedy

1 febbraio 2013 § 34 commenti

Amo le rose!
per l’impronta romantica che donano al giardino, per la loro forma arbustiva dal morbido portamento, perché possono arrampicarsi su un albero come vestire un triste muro, incorniciare una porta o una finestra, o tappezzare una squallida aiuola! Scelgo le varietà antiche e profumate per inebriarmi dei fiori che prima appagano il cuore, gli occhi e la vista e poi deliziano il palato con antiche preparazioni culinarie.

Rose hips

Infine sono grata delle preziose bacche che ci regalano e che rallegrano il giardino invernale, con le quali possiamo divertirci a preparare decorazioni per la casa o sono importantissima scorta di vitamina C e utili nella preparazione di tanti rimedi erboristici dalle tante proprietà medicamentose.

i cinorrodi svolgono funzioni come astringenti intestinali, antidiarroici, antiinfiammatori e vasoprotettori, sedativi in caso di palpitazioni, instabilità nervosa e insonnia, inoltre sono diuretici.
Sono tonici e vitaminizzanti (100 g di cinorrodi contengono la stessa quantità di Vitamina C di 1 kg di limoni).

Rose hips & honey remedy

In tempo di malanni e raffreddori qualche manciata di cinorridi e un po’ di buon miele sono l’antidoto naturale per un utile e pronto intervento o come prevenzione!Rose hips + honeyhome made remedy

preparo una marmellata a crudo da conservare in frigo per diverso tempo mescolando in eguale peso la polpa delle bacche di rosa canina, ricavata setacciando attraverso un fitto passino i frutti ben maturi raccolti dopo le gelate invernali, e del buon miele millefiori o di acacia. Due o più cucchiaini al giorno.

tag rose

ho preparato per la nostra scorta domestica di vitamina questa etichetta che potete stampare cliccando qui.


single tag rose hips honey

per le cince, le capinere, i pettirossi e gli altri…

25 gennaio 2013 § 19 commenti

come per la torta di mele…
anche per il mangime degli uccelli, ognuno ha la sua ricetta, ma questa è davvero speciale!

eat for birdsfor birper fare la foto ho usato la retina dell’aglio… è più bella bianca,
ma non va bene per gli uccellini! occorre quella dei  limoni o degli agrumi a maglie più larghe!

Speciale perché preparata da due esperti conoscitori delle erbe, delle piante e appassionati ornitologi, speciale perché testata e a pieni voti approvata da Valeria che, dopo aver preso appunti a Fiori Frutta Qualità 2011, quando Natalino e Pierangela Trincheri in occasione della presentazione del loro bellissimo libro dedicato agli amici pennuti “Il rissoso pettirosso e gli altri” hanno insegnato a prepararla, così mi scrive:

“Utilizzo con successo due capienti mangiatoie di terracotta comprate in occasione di Fiori Frutta Qualità da un artigiano toscano.
Capinere, pettirossi e cince, durante il periodo piu’ freddo dell’anno, si avvicendano allegramente alle mangiatoie poste in giardino; noi li osserviamo, senza disturbarli, dalla finestra della nostra cucina. Abbiamo imparato a distinguerli e, per cio’ che riguarda le cinciallegre riusciamo, grazie alle indicazioni lette sul  libro dei Trincheri, a distinguere anche i maschi dalle femmine.
Quest’anno, oltre alle mangiatoie, abbiamo nascosto tra i rami di un’arancio amaro, una casetta in legno naturale per nidificare. La casetta è stata fatta dal mio piccolo Edoardo, la scorsa estate, durante una vacanza in Trentino.
Un simpatico anziano signore partecipa alle fiere di paese con il suo carretto dove custodisce pezzi di legno pretagliati e forati. Invita i bambini ad aiutarlo ad assemblarli; infine i piccoli con il martello fissano i chiodi e  completano le loro opere ( casette per uccellini, carretti)
Il signore in questione ci ha dato giusti consigli su come utilizzare al meglio la nostra casetta: dove posizionarla, non verniciarla perchè gli uccellini non amano l’odore di vernice ma solo quello di legno naturale.
Ti ho riportato di questo “laboratorio  ambulante di falegnameria per bambini” in caso l’idea ti potesse essere utile nell’organizzazione dei tuoi meravigliosi eventi di giardinaggio.
Recentemente ho letto in una rivista che un’altra possibile utile mangiatoia per piccoli pennuti puo’ essere una pigna; basta creare con dello spago o della rafia naturale un sostegno per appenderla e porre il pastone nello spazio tra le brattee.
La stagione piu’ fredda dell’anno è arrivata ed il pastone “grasso” che il
Sig. Trincheri ci ha indicato consente ai nostri amici volatili di garantirsi nutrimento e protezione dal gelo. Se vorrai mettere la ricetta sul tuo blog forse altre famiglie, come la nostra, adotteranno con gioia, cince, capinere e pettirossi (i merli nel mio giardino preferiscono le bacche dell’edera).”

eat for bird

mele tagliate a pezzetti – fichi secchi conservati nelle loro foglie – trito di mele e uvetta

dagli appunti di Valeria che tanto ringrazio…ricetta pasto uccellini
per acquistare il libro… mirtoeolivo@alice.it

tempo di olive, in salamonia…

16 novembre 2012 § 28 commenti

Tempo di olive

e inaspettata occasione per raccoglierle in un pomeriggio di qualche giorno fa. Gesti che non ricordavo quasi più, da bambina avevo qualche volta partecipato alla raccolta che facevano i contadini del Bracco dai quali affittavamo la casa delle vacanze, un rito antico che mi ha dato tanta gioia ripetere e mi ha riportato alla mente tanti lontani ricordi.

Paolo mi aveva chiamata solo per dare una controllata alle sue piante, sistemare gli ultimi acquisti giardinicoli e mi ha poi offerto di cogliere i preziosi frutti dei suoi olivi, maturi al punto giusto.

La quantità necessaria per preparare le olive in salamoia che tanto mi piacciono, uso spesso in cucina e da un po’ mi ripromettevo di fare. La ricetta è quella di Fabio tramandata dai nonni contadini nel ponente ligure, preparata con le olive di Clémence e testata in buona compagnia una sera di settembre…

nell’attesa che le olive in salamoia siano pronte ho preparato per i miei barattoli un’etichetta che condivido con voi, la trovate qui, sia con la scritta che senza,  per la stessa ricetta o per altre preparazioni.

Chaenomeles japonica e sue virtù

9 novembre 2012 § 30 commenti

Uno dei tanti piccoli e utili arbusti

Ammirato la prima volta al Parco Negrotto Cambiaso di Arenzano (Ge) dove è divenuto soggetto di un mio acquerello botanico, l’ho ricercato in vivaio per acquistarlo e destinarlo alla casa di campagna dei miei genitori. Quest’anno finalmente, dopo  la bellissima fioritura scarlatta, sono arrivati i primi  profumati frutti.

Mi piace utilizzare in giardino piante non solo belle e decorative, ma anche utili come in questo caso.

Attendevo i frutti per i loro intenso aroma, che anche ora mentre scrivo giunge a deliziarmi. Ho posto alcune meline in una ciotola affinché possano diffondere nell’ambiente la loro fragranza. Altre le ho riservate per preparare un dolcificante per il mio tè verde mattutino.

Come prevede una vecchia ricetta Estone ho affettato a fettine fini il Chaenomeles con la sua buccia e le ho mescolate con pari quantità di zucchero. Ho conservato la preparazione in un deposito fresco per un paio di settimane, fino a quando lo zucchero si è sciolto (è necessario mescolare di tanto in tanto). Il risultato è un delizioso estratto che può essere usato per dolcificare il tè per il sapore leggermente acidulo che sa di limone, o semplicemente con acqua calda – deve essere conservato in frigorifero.

brevi note colturali:

Chaenomeles japonica

e l’altra specie, Chenomeles speciosa (si differenziano per le fioriture, sui rami spogli C. speciosa e con contemporanea presenza di fiori e foglie C. japonica)

Sono piccoli arbusti decidui della famiglia delle Rosaceae, originari della Cina e del Giappone molto rustici, non temono il freddo invernale o il caldo estivo.
Di crescita lenta, sono apprezzati per la vivace fioritura primaverile, presentano rami leggermente spinosi e un po’ disordinati che si coprono in primavera di una profusione di fiori di colore rosso, rosa, arancione e bianco che continuano a sbocciare per un paio di mesi. Le foglie cominciano a crescere durante la fioritura. Producono piccole mele gialle o rosse che maturano in settembre/ottobre, saranno raccolte prima che il freddo, per non perdere il sapore e aroma, per la particolare fragranza sono utilizzate per profumare gli ambienti e gli armadi. Nel nord Europa il frutto è conosciuto con il nome di limone nordico per l’alto contenuto di vitamina C, molto rustico, quindi non teme in nessun modo il freddo invernale o il caldo estivo.
Contengono inoltre molta pectina e si prestano quindi alla preparazione di gelatine e conserve o come addensanti in aggiunta ad altre confetture.
La moltiplicazione avviene per talee, che vanno tenute in vaso per almeno due anni o utilizzando i semi sottoposti a svernazione, ovvero dopo averli conservati a strati nella sabbia in frigorifero per tutto l’inverno.
Si pianteranno poi in un qualsiasi terreno purché ben drenato possibilmente in pieno sole per ottenere abbondanti fioriture. Tollerano comunque anche l’ombra. Sono arbusti. Si  potano ogni 5-6 anni dopo la fioritura togliendo rami morti, deboli o spezzati.
Per la presenza di spine di adatta a essere allevato per la formazioni di siepi, in Inghilterra sono sovente coltivate contro i muri per proteggerle dai venti del nord.

zucca al forno

6 novembre 2012 § 22 commenti

smessa la veste con fiocco

la zucca si trasforma e passa dal forno.

Una storia condivisa, la zucca regalata da Giampiero, la ricetta di Giuseppe (ottima anche questa versione), servita come aperitivo ieri sera assieme ad altri amici.

brevi note colturali:

Iron cup – Ibrido di Cucurbita maxima x c.moschata.

Ibrido tardivo di provenienza americana, selezionato per  vigore e produttività e per il consumo familiare, la sua piccola pezzatura infatti è apprezzabile per evitare un lungo stoccaggio in frigorifero dopo l’apertura. I frutti verde scuri, leggermente costoluti e screziati hanno una forma quasi rotonda, appena schiacciata ai poli. La polpa arancio è dolce e adatta a tutte le preparazioni, il frutto si conserva a lungo ed è estremamente resistente alle basse temperature.
Purtroppo essendo un ibrido i semi non si possono conservare per la produzione di nuove piantine, ma devo essere acquistati ogni anno.
Poichè la zucca non produce abbastanza polline, si raccomanda di intercorre nella coltura un 10% di piante con funzione impollinante.

torta di castagne

23 ottobre 2012 § 33 commenti

Castagna,
alimento che per per millenni è stato il pane quotidiano dei contadini… uno dei regali dell’autunno, quando il sottobosco si ricopre di brillanti frutti marroni.

Malgrado il terribile attacco di Cinipide Galligeno, la piccola vespa che provoca gravissimi danni, anche quest’anno gli alberi di  Castanea sativa che popolano il mio bosco sono stati generosi e ci hanno regalato magnifiche castagne. Mi è sempre piaciuto utilizzare ciò che la natura ci offre, non amo tantissimo le castagne bollite, mi piacciono le caldarroste e il classico Montebianco è un dolce po’ pesante per i miei gusti.

Tempo fa avevo ritagliato dalla rivista Grazia una ricetta di una semplicissima torta tipica delle zone della Garfagnana, almeno così era scritto. Ogni anno la ripropongo con successo sulla mia tavola, questa è la ricetta che condivido con voi:pronta per essere gustata….


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