la bella tappezzante dai fiori blu

aprile 17th, 2012 § 15 commenti

Tanti anni fa…
appena sfiorata dalla febbre del giardinaggio e dalla conoscenza del mondo vegetale, rimasi sorpresa dall’apprezzamento di un’ospite del mio bosco-giardino, incantata dallo spontaneo tappeto blu di Ajuga reptans. Solo allora appresi il nome della pianta la cui bellezza era per tanto tempo passata inosservata.

Ora non manca anno che a primavera, Ajuga conquisti la mia ammirazione. Questa bella labiata dalle alte spighe di fiori blu /violetto è un’eccellente tappezzante adatta anche per le zone d’ombra dove l’erba non cresce.

Ajuga reptans

E’ una perenne assai rustica, che in breve tempo colonizza il giardino regalando intense fioriture da aprile a maggio.

 Ajuga reptans ‘Burgundy Glow’

Alla varietà endemica del mio bosco, ho da poco affiancato la bella A. reptans ‘Burgundy Glow’, dal fogliame variegato e sfumato nelle tonalità rosate.

Brevi note colturali:

Ajuga reptans

Pianta perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. In Italia è comune su tutto il territorio fino alla fascia montana.
Si diffonde rapidamente colonizzando ampi spazi di terreno tramite i robusti stoloni radicanti.
Molto facile da coltivare, tollera gelo, pieno sole, siccità e suoli poveri. Tuttavia durante la stagione estiva necessita saltuariamente di essere irrigata. La pianta richiede ogni 2-3 anni a inizio primavera o in autunno, il diradamento dei cespi per divisione degli stoloni per migliorare la circolazione dell’aria ed evitare le malattie fungine.

Con questo articolo partecipo all’iniziativa #followflowers di Delizie in Giardino inserendo tra i miei nuovi desideri botanici altre due varietà di Ajuga.

Ajuga reptans Chocolate Chip’ dalle più sottili foglie verde scuro spruzzate di cioccolato di crescita più compatta
e
Ajuga reptans ‘Catlins Giant’ che si differenzia per spighe blu, erette fino a 30 centimetri di altezza.

coltivare il Vischio

dicembre 31st, 2011 § 10 commenti

… PER ALLEVARE LA BUONASORTE !

Viscum album è pianta propiziatoria già dall’antichità, necessita di un lungo periodo di crescita prima di poter essere un bell’esemplare con tante bacche, foglie verdi e piccole, pronto per le nostre feste di fine anno.

E’ arbusto emiparassita e sempreverde, per chi avesse voglia di cimentarsi nella sua coltivazione ecco alcuni consigli tratti dallo Speciale Toscana, supplemento N° 53 di GARDENIA del 1988.

Il vischio, pianta delle meraviglie, può essere coltivato ripetendo semplicemente ciò che succede in natura

” … Si danno i semi del vischio ad uccelli come Tordo, Pettirosso, Capinera il Merlo e lo Storno, naturalmente esemplari in cattività; i pennuti ne sono ghiotti se ne cibano e dopo averli digeriti con gli enzimi del loro stomaco, li depositano interi nelle feci. Si prelevano si lavano e, cosparsi con la speciale gelatina a base di vischio che li protegge e li nutre durante la germinazione, si appoggiano nella biforcazione di un ramo o anche in un punto liscio di un ramo, perché il seme non scivoli e possa essere protetto con una reticella dall’inevitabile attacco degli uccelli di passaggio. Gli alberi e arbusti sui quali nasce e cresce con successo il vischio sono il melo, il pero il ciliegio, il sorbo, il nespolo, l’acero (sia campestre che negundo) e la rosa: per tentare l’esperimento si deve comunque tenere conto del fatto che la pianta del vischio non sopporta dosi massicce di antiparassitari, e che quindi è meglio non scegliere un albero da frutto come albero o in ogni caso rinunciare all’erogazione di queste sostanze.

Dopo circa sei mesi dalla “semina” si notano due “zampette” verdi munite di dischetti, quasi piccole ventose per attaccassi al ramo e penetrare nelle fibre della pianta ospite: sono i cosiddetti austori, ai quali nella primavera successiva seguiranno due foglioline, con una lentezza che metterà a dura prova la vostra pazienza. L’anno dopo avremo un proprio e vero rametto e l accaduta delle foglie in inverno non dovrà impressionarci perché il vischio , pur essendo sempreverde, cambia le sue fogli sogni due anni. I sospirati frutti, perle lucenti che tanto ci ricordano le feste natalizie , compariranno solo dopo sette anni circa, e mai nascita sarà stata tanto attesa: vale comunque la pena di provare…”

… per un approccio meno empirico potete seguire qui i suggerimenti colturali di un coltivatore di Vischio.

per acquisti: Vivaio Sergio Baroni - Corso Verona 46 - 38068 Lizzanella- Rovereto (TN)

***

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Svettatoio Professionale… FISKARS in giardino

dicembre 9th, 2011 § 7 commenti

Quest’anno con la complicità di Madre Natura
che sta sperimentando temperature insolitamente calde per questo periodo, sono un po’ in ritardo nella sistemazione del giardino in preparazione all’inverno.

Ieri, approfittando della splendida giornata di sole, è giunto il momento di dare il via alle normali operazioni di giardinaggio stagionali…

Inaspettato è arrivato nel mio bosco-giardino anche un valido aiuto, un nuovo SVETTATOIO PROFESSIONALE, risultato dalla collaborazione con FISKARS, azienda Leader nel settore di attrezzi da giardino.

Possedevo già uno svettatoio, è un attrezzo quasi indispensabile per chi ha alberi in giardino, ma purtroppo la sua qualità era pari al basso costo. La sua presenza però è stata da subito molto utile e mi ha fatto desiderare, non appena possibile, l’acquisto di un più valido sostituto! Avendo un attrezzo di confronto la mia prova con Universal Garden Cutter Professional di Fiskars forse è stata ancora più efficace.

Da un primo esame visivo si può già apprezzare il prodotto per la qualità del materiale con il quale è costruito, lama in acciaio temperato rivestita di materiale antiaderente e montata su manico telescopico in poliammide rinforzato con fibra di vetro e asta in alluminio,  e per la meccanica dei suoi ingranaggi, niente più fastidiose corde da tirare (meccanismo interno al manico) e testina cutter con inclinazione regolabile dell’angolo di taglio fino a 230°.

Ulteriore grandissimo pregio, la possibilità di operare tagli da terra fino ad altezze oltre i 6 mt. Il suo manico telescopico infatti si estende da 240 a 410 mt ed evita l’uso assai pericoloso delle scale. Finalmente ho potuto liberare i vecchi castagni dai rami secchi posti più in alto! Questa è la stagione ideale (da fine ottobre ai primi di marzo) per procedere alla pulizia del secco sugli alberi secondo i principi dettati dal buon senso e soprattutto dalle norme vigenti del Corpo Forestale dello Stato.

Con una semplice mossa di spostamento di una leva ho ribaltato la testa con le lame dello svettatoio per portarle in posizione di taglio.

Ho esteso il manico dapprima a metà della sua possibilità e in seguito in tutta la sua lunghezza, per procedere con il cutter sulle diverse altezze di intervento. Con un veloce gesto ho fatto scorrere l’impugnatura arancio verso il basso ed il ramo è stato reciso come fosse burro!

A completare lo svettatoio anche il seghetto opzionale da applicare per il taglio di rami al di sopra dei 3,2 cm di diametro.

L’operazione con il seghetto è un po’ più faticosa, ma la lama è assai rigida e si fissa bene e facilmente allo svettatoio permettendo di tagliare con precisione ciò che si desidera.

I tagli dei rami con il seghetto vanno sempre effettuati in due mosse:

1.      taglio dalla parte in basso del ramo
2. 3.
taglio sulla parte superiore.

In questo modo si evita di sfilacciare il ramo nel momento del distacco dal tronco principale.

E’ necessario che la recisione avvenga con facilità, senza provocare schiacciamenti, slabbrature, scheggiature: la superficie di taglio deve essere netta e ciò può avvenire solo con attrezzi di buona qualità e Universal Garden Cutter Professional di Fiskars è uno dei prodotti di punta nel settore, ha agevolato e facilitato il mio lavoro in giardino…anzi, presa dal divertimento e dalla novità del prodotto ho continuato per un po’… con la testa rivolta in alto il mio collo ha iniziato a risentirne, solo allora mi sono poi fermata!

Ho provato e mi sono” innamorata” di:

Universal Garden Cutter Professional  Art. 115560

  • manico telescopico regolabile con estensione da 240 a 410 mt
  • Una persona alta 180 cm può raggiungere rami fino a 6,5 m
  • Angolo di taglio regolabile fino a 230° per potare i rami in ogni posizione
  • diametro massimo ramo da potare 32 mm
  • Lama in acciaio temperato rivestita di materiale antiaderente
  • Azione di taglio Power Stroke ™ a catena. Funziona in duplice posizione: con tirante presente sul manico oppure con pomello presente all’estremità.
  • Asta leggera in allumnio e poliammide rinforzato con fibra di vetro
  • Peso complessivo: 1,9 Kg

Seghetto per svettatoio Universal Garden Cutter Professional. Art.110950

  • Angolo di taglio regolabile
  • Lama dentata specifica per tagliare rami in legno anche duro sopra i 3,2 cm. di diametro
  • Lunghezza di taglio 380 mm.

***

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la mia ricetta per un buon compost

novembre 25th, 2011 § 13 commenti

Chi comincia,
un po’ per coscienza un po’ per necessità ed obbligo, la buona azione del compostaggio domestico, viene assorbito dal fascino della trasformazione naturale e spesso diventa fervente discepolo di tale pratica.

Come per una qualsiasi preparazione culinaria, anche per ottenere un buon compost dobbiamo selezionare e miscelare accuratamente tutti gli ingredienti necessari… ognuno ha la sua ricetta, in questo post svelerò la mia!

Se si ha la fortuna di avere un giardino dove collocare una compostiera la soddisfazione di veder trasformati gli scarti domestici e del giardino in ottimo compost è davvero tanta. Se ben operiamo in circa 6 – 9 mesi avremo pronto ammendante per orto, vasi e giardino a costo zero.

Nel mio bosco-giardino è ben mimetizzata una compostiera che mi era stata offerta dal Comune di Savona in accomodato d’uso. Informatevi presso gli uffici preposti dei vostri Comuni di appartenenza. La compostiera accelera il processo di decomposizione ma non è necessario possederla, è anche possibile destinare a compost (a cumulo), una zona di orto o giardino all’ombra di un albero, in modo che d’estate sia ombreggiata e d’inverno prenda il poco sole disponibile.

Il primo strato del cumulo a contatto del suolo, sarà formato da rami secchi per  garantire una buona aerazione ed il drenaggio sufficiente anche nella parte bassa.

L’autunno è la stagione ideale per preparare il compost, le temperature non troppo basse ne calde favoriscono la trasformazione degli ingredienti.Inoltre abbiamo a disposizione abbondante fogliame che aggiungeremo a strati ed in differenti varietà. Da preferirsi foglie che si disfano più velocemente. Carpino, Faggio (apportano al compost soprattutto calcio) Olmo, Betulla, Pioppo, Quercia e Noce (danno luogo ad un terriccio più acido). Ha più lenta marcescenza il castagno. 

Alle foglie che considereremo le parti secche (sostanze contenenti AZOTO), dobbiamo aggiungere elementi umidi come gli scarti vegetali della cucina o dell’orto o gli sfalci d’erba.(sostanze contenenti CARBONIO)

Per accelerare la decomposizione di tutti gli ingredienti è consigliabile sminuzzarli in piccole parti. Chi ha la fortuna di possedere un biotrituratore o un cippatore (nella lista dei miei desideri…) avrà un valido aiuto meccanico che permetterà anche l’uso di qualche ramaglia.

Per ottenere un buon compost dobbiamo utilizzare un rapporto bilanciato di Carbonio/Azoto, si può seguire la regola empirica di mescolare due parti di avanzi freschi-CARBONIO con una parte di avanzi secchi-AZOTO. La miscela degli ingredienti deve essere mantenuta costantemente umida per assicurare il benessere di muffe, funghi e batteri.

E’ possibile correggere gli errori aggiungendo ad esempio carta sminuzzata (quella dei quotidiani o i cartoni da imballaggio vanno benissimo) o foglie secche se il nostro compost dovesse essere troppo umido o al contrario bagnarlo con un po’ di acqua se avesse la tendenza ad essere troppo secco!

Esistono poi degli enzimi che aiutano la decomposizione ma io non li uso, aggiungere eventualmente calce, terra o bentonite (anche la lettiera pulita dei cani o gatti) .

Ogni tanto una spolverata di cornunghia e di buona terra aiutano gli enzimi nella trasformazione del cumulo.

Sono fortunata ad avere stufa e camino che mi forniscono dell’ottima cenere ricca di POTASSIO. Per la dose di CALCIO invece mi affido ai gusci delle uova che aiuto a decomporsi passandoli al tritatutto.

Qui le note dolenti…direi che forse tutta la pratica se eseguita meticolosamente potrebbe sfiorare la paranoia (soprattutto all’occhio di taluni membri famigliari…più volte i miei figli mi hanno detto che se fossi vissuta ai tempi dell’inquisizione mi avrebbero certamente bruciata al rogo come le streghe!!!)

E’ così tanta la soddisfazione di veder trasformati degli scarti in ottimo compost… che mai più vero è il detto: il fine giustifica i mezzi !

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piante tappezzanti: Geranium macrorrhizum

ottobre 10th, 2011 § 6 commenti

Ci sono alcune piante che oltre ad essere belle o utili
suscitano simpatia più di altre !

Ho incontrato la prima volta Geranium macrorrhizum sui libri dove ne veniva elogiata la sua grande capacità di pianta tappezzante. Quando finalmente l’ho potuto ammirare dal vivo, mi ha subito conquistata.

photo credits Claus Dalby

Da due piccole piantine, una dai fiori colore rosa e una di colore bianco, in poco tempo ho potuto formare dei folti e ordinati cuscinetti che si adattano perfettamente all’ombra, e alla mezz’ombra degli alberi e degli arbusti del mio giardino.

Mi piacciono molto le molli foglie verde acceso che si colorano di bei toni rossastri in autunno. E’ facile passargli accanto e non resistere alla tentazione di toccare con la mano le belle piantine che appena sfiorate emanano un intenso profumo aromatico.

Continuerò a moltiplicarle ovunque possano crescere indisturbate. Semplicemente prelevando le piccole plantule nate da seme o formatesi dal grosso rizoma.

Nel nostro clima mediterraneo Geranium macrorrhizum se posto in bordure un poco assolate, necessita di alcune innaffiature supplementari durante la calda e secca stagione estiva.

Geranium macrorrhizum ai Giardini del Casoncello

Fra i testi che ho letto dove ne venivano elogiate le sue doti, “I giardini venuti dal vento” di Maria Gabriella Buccioli

a proposito delle piante tappezzanti…

Fortunatamente alcune, come il Geranium macrorrhizum, possiedono una enorme velocità di propagazione. Dalle prime piante riuscii in poco tempo, con la divisione, a crearne altre, e poi altre e altre ancora. Ormai l’ho sistemato un po’ ovunque. Anche se è fra i più comuni, trovo sia molto bello con le sue grandi foglie profumate che formano un denso tappeto di un rosso arancio al sopraggiungere dell’autunno. I fiori rosa-magenta, rosa chiaro o bianco non sono la sua  maggiore attrazione, ma l’insieme risulta gradevole; non ha esigenze particolari e le sue prestazioni come tappezzante sono inimitabili.

Lo scorso anno ho avuto occasione di ammirare Geranium macrorrhizum direttamente nel Giardini del Casoncello!

brevi cenni colturali:
dall’ottimo testo  ” Geranei rustici” edagricole M. Luisa Sotti

“piante eclettiche rizomatose, da cui si sviluppano steli di 30-50 cm eretti-prostrati, con foglie grandi divise in 5 larghi segmenti dentati. La fioritura primaverile di massa è di grande effetto, in vistosi mazzi di fiori color magenta chiaro e stami porpora-violetto. Per tolleranza alle più diverse situazioni, dai pendii pietrosi dove vive in natura o nei  boschi umidi e freschi anche sotto grandi alberi a chioma rada o grossi arbusti, risulta la migliore fra le tappezzanti da ombra e mezzo sole, dove ama vivere in terreni sani e freschi….

……E’ necessario dividere ogni 4-5 anni i grossi cespi, affinché non invecchino precocemente a scapito della bellezza e di intensità di fioritura che può ripetersi anche se più modestamente , verso il mese di giugno. Facile riproduzione per talee o porzioni di radici. 
Le foglie possono essere usate in cucina, tagliuzzate su macedonie e gelati, nelle gelatine e marmellate di frutta e per delicati infusi  aromatici. 
Finemente essiccate, sono un buon fissatore di profumo per pot-pourri e un efficace deterrente per gli insetti. Dalle foglie veniva infatti un tempo estratto un olio essenziale particolarmente pregiato.”

…e ancora invito tutti, in qualità di Capo Delegazione FAI  (Fondo Ambiente Italiano) di Savona, a sostenere la campagna nazionale  “Ricordati di salvare l’Italia

Per tutto il mese di ottobre:

    • dona 2 euro con un sms al numero 45506 da cellulari Tim, Vodafone, Wind, 3, Coopvoce, Postemobile e Tiscali
    • oppure 5 o 10 euro chaiamando da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Tiscali
    • 2 euro chiamando da rete fissa Teletu per salvare straordinarie testimonianze del patrimonio d’arte, natura e paesaggio italiano che il FAI tutela.

Ricordati di salvare l’Italia.
Costruiamo insieme un futuro migliore.

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frutti antichi: Susino regina Claudia

agosto 8th, 2011 § 2 commenti

La Claudia è la regina delle Susine.
Bella nelle forme e di colorito modesto ma gentile, essa le supera tutte in delicatezza, in abbondanza di sugo, ed in sapore. [...]
Il frutto è rotondo, di una grossezza mezzana, tagliato da una suttura marcata, e pendente da un picciuòlo piuttosto corto. La buccia è sottile, verdastra, e sfumata da una velatura di rosso dal lato del Sole. La polpa è fina, delicata, e piena di un sugo abbondante e saporitissimo. [...]

brano tratto da Pomona Italiana di Giorgio Gallesio.
Come non essere tentati, dopo tale lettura, dal desiderio di possedere nel proprio giardino-frutteto un albero di susino Regina Claudia, ancor più dopo averne assaporato i sui frutti?

La storia ci tramanda che é una varietà molto apprezzata già dal 1500 e deve il suo nome alla Regina Claudia, moglie di Francesco I, alla quale fu dedicata. Dalla Francia è poi migrata ai nostri frutteti.

Il mio Susino Regina Claudia deve contendere i raggi del sole rubati dai più imponenti Carpinus betulus che prepotenti lo attorniano. Fortunatamente è un albero da frutta adatto anche a condizioni di luce più disagiate ma ama terreni freschi e ben concimati.

Quest’anno, per un  benevolo incrocio di condizioni naturali ho potuto usufruire di un ottimo ed abbondante raccolto!

brevi note colturali:

Per un buona produzione fruttifera occorre intervenire con potature mirate (a fine inverno quando non sussistono più pericoli di gelate), non troppo invasive.

Come per tutti gli alberi e arbusti vale la regola di asportare i rami secchi o rotti, tagliando poi quelli che crescono orientati verso il centro della pianta ed i ricacci verticali interni, in ultimo elimineremo quelli che ne incrociano altri o che crescono paralleli o troppo ravvicinati tra loro.

Il Susino Regina Claudia è una pianta che ha  tendenza a fruttificare sui brandilli, durante la potatura perciò occorre fare attenzione a non eliminarli. I brandilli sono rami sottili e lunghi, di un anno di età che si dipartono dal ramo principale che se quest’ultimo è troppo vigoroso si formano difficilmente.

In questo caso è bene prevedere ad una potatura di ritorno.

Poichè la pianta tende a crescere in altezza inoltre, occorre portare in orizzontale i rami flessibili (legando ad essi un peso con una corda…)per favorire la formazione di più brindilli e la conseguente migliore produzione fruttifera.

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primi semi

luglio 4th, 2011 § 8 commenti

In questo periodo estivo
si raccolgono i primi semi giunti a maturazione.
Nel raccoglierli mi sono soffermata ad osservarli. Certe forme particolari sono segno di astuzie messe in atto per favorire e assicurare la moltiplicazione di alcune specie vegetali.
E’ il caso del Geranium che porta a maturazione un frutto formato superiormente da un becco (stilo) alla base del quale sono ospitati 5 acheni contenenti ciascuno un seme.
Arrivati a maturazione gli acheni si inarcano e vengono lanciati lontano dalla pianta madre .
In questo modo il piccolo seme assicurerà più spazio per le future generazioni.I semi di Geranium che ho raccolto sono della specie phaeum varietà ‘Samobor’ dal raro foliage con tipica maculatura color cioccolata.

E’ una bella pianta apprezzata più per il fogliame che per i suoi fiori.
 I  Geranium amano preferibilmente zone con ombra parziale, ma se anche posti al sole basta assicurare loro innaffiature regolari.
I semi che ho raccolto potrò purtroppo solo avviarli alla crescita, poi affiderò le piante nate alle cure di un’amica che potrà meglio ospitarle nella stagione invernale, quando abbandonerò il mio bosco- giardino e non avrò possibilità di proseguire alcune pratiche giardinicole.

Come suggerito da Maria Luisa Sotti nell’ottimo libro ” Gerani rustici”, seminerò in una buona composta di terra, sabbia e torba e dopo aver posto i semi a debita distanza provvederò a pareggiare la terra con una tavoletta e li coprirò con altro terriccio setacciato (tanto quanto lo spessore del seme).

Li bagnerò con getto fine sino a che il substrato risulterà impregnato d’acqua, facendo attenzione a mantenerlo sempre umido. “Se i semi saranno abbastanza freschi la germinazione non si farà attendere”- scrive Sotti. Trapianterò poi le piantine in vasetti e non appena saranno irrobustite si travaseranno in vasi più grandi .

preziose perle di bosco

giugno 20th, 2011 § 9 commenti

Il mio interesse verso la coltivazione del Ribes
è stato destato in parte dalla lettura del bellissimo libro
“Guida all’autosufficienza”di John Seymour. 
L’autore decanta le molteplici doti di questo piccolo frutto, non ultima la sua facilità di coltivazione anche per l’orticoltore principiante. Suggerisce in particolar modo:” Il Ribes nero è robusto, prolifico, nutriente (forse la migliore fonte di vitamina C che potete trovare) e si conserva facilmente.”

Il Ribes era coltivato storicamente in tutti gli orti del nord Europa per sopperire al fabbisogno vitaminico esaurito nel combattere i malanni provocati dal freddo invernale. Mi piaceva l’idea di avere un frutto di facile coltivazione con così tante virtù. Sono due anni che ne coltivo entrambe le specie. Ho piantato i miei ribes sotto ai castagni che ne garantiscono ombra e riparo dai venti.

Il Ribes rosso tuttavia consumato fresco è molto asprigno e il Ribes nero fortemente aromatico ma la combinazione delle due varietà si trasforma in un eccellente marmellata che ne conserva, anche se diminuite, tutte le proprietà.

Brevi note colturali:

Il Ribes fa parte della famiglia delle Grossulariaceae, è una pianta in grado di adattarsi a quasi tutti i tipi di terreno preferendo quello argilloso, non gradisce posizioni troppo soleggiate e ama un clima temperato e abbastanza fresco. E’ resistente alle malattie ed è di facile moltiplicazione tramite talea prelevata nel momento della potatura che è differente per le due principali specie.

Ribes nigrum fruttifica su legno nuovo, vengono perciò eliminati a fine autunno tutti i rami che hanno fruttificato. Potare i nuovi rami principali a metà lunghezza e gli altri a 1 cm da dove  spuntano.

Ribes rubrum fruttifica sui nuovi getti del vecchi rami che non andranno perciò tagliati. Tuttavia è opportuno praticare una potatura estiva di riduzione dei rami nuovi.

le ultime violette di stagione…

aprile 29th, 2011 § 8 commenti

le violette si trovano spesso sotto le piante ai limiti del bosco
alcune nelle zone ombrose dei giardini, altre invece amano luoghi ove possano ricevere più luce solare, nel mio bosco-giardino non possono mancare…

Oltre a quelle regalate da madre natura, nel tempo ho arricchito la collezione con altre varietà spontanee. Assieme alle rose, sono tra i fiori che preferisco con quella loro aria d’altri tempi, spesso le scelgo come soggetto da ritrarre ad acquerello (vedi immagine sopra…), ne amo il profumo, che uso come fragranza personale, il loro colore che mi piace indossare e il gusto che ricerco in alcune caramelle o negli sciroppi o ancora glassate imprigionate nei cristalli di zucchero. Ho notato che le loro fioriture si susseguono differentemente.

Viola Coeur d’Alsace

A inizio primavera sono le classiche e più profumate ‘odorate’ o mammole a fare la prima apparizione in contemporanea alla varietà di Violetta ‘canina alba’. Seguono la ‘Coeur d’Alsace’, e la bellissima Viola ‘Labradorica Rivinana Purpurea’ dal caratteristico fogliame scuro, ne faceva largo uso come coprisuolo Vita Sackville West da lei apprezzata per la grande capacità di propagazione stolonifera.(vedi in “Un giardino per tutte le stagioni”)

Viola ‘Freckles’ (Sororia)

1.Viola ‘rubra’(Sororia)2.Viola ‘Labradorica Rivinana Purpurea’- 3.Viola ‘canina’

A concludere la stagione delle violette la particolare Viola ‘Freckles’ (Sororia) e la Violetta ‘rubra’ (Sororia) e la più comune ‘canina’ di un tenue colore lilla azzurro. Quasi tutte le nuove varietà da me introdotte sono state acquistate da una vivaista specializzata che le coltiva anche per il suo bellissimo giardino friulano. Enormi ceste a forma di cuore di vimini intrecciato, ospitano nelle mostre mercato dove Mirella Collavini Presot espone, le differenti violette. Impossibile resistere al richiamo di queste piccole piantine perenni così poco appariscenti ma che certo contribuiscono a donare fascino e bellezza ad alcuni angoli dei nostri giardini. La coltivazione è piuttosto facile, La signora Collavini suggerisce (con molto coraggio aggiungo io…) di passare a fine stagione il tagliarba sui cespi di violette in modo da rinforzarne il vigore vegetativo.  Personalmente tengo ben lontane e saparate le diverse varietà per non avvantaggiare l’ibridazione naturale. Accertarsi poi delle diverse esigenze di luce ad esempio ‘Coeur d’ Alsace’ e ‘Labradorica’  amano posizioni meno ombreggiate.


erba gatta

marzo 21st, 2011 § 4 commenti

Mi sono sempre piaciute per il loro effetto decorativo,
le vaschette contenenti erba fitta e verdissima che si acquistano per offrire un apporto vegetale fresco ai gatti che vivono in appartamento. Da circa due anni, un felino fa parte della famiglia e un vasetto d’erba gatta occupa ora un angolo del soggiorno. Nelson, gatto soriano di “pura razza” comune, tuttavia non pare molto interessato al vaso d’erba la cui composizione generalmente è una combinazione di graminacee quali orzo, frumento e segale.L’erba gatta si trova spesso in questo periodo dell’anno già pronta in vaschette o in vaso, o da preparare, in semenza. E’ indicata per i nostri amici per le proprietà antinfiammatorie e come naturale fonte di fibre, contribuisce inoltre all’eliminazione del pelo ingerito durante le operazioni di pulizia personale.

In appartamento possiamo anche provare un’altra pianta foraggera, la graminacea Dactylis glomerata o erba mazzolina.

Se partiamo da seme, pressiamo bene nel contenitore che vogliamo utilizzare un buon miscuglio di terra e sabbia. Seminiamo la varietà scelta e ricopriamo con poca terra. Teniamo umido il terreno utilizzando uno spruzzino ed esponiamo il vaso in un luogo molto luminoso. L’erba sarà pronta quando raggiungerà l’altezza di circa 5 centimetri. In seguito non lasciamo seccare la terra. Ripetiamo l’operazione per avere erba fresca tutto l’anno.Altre varietà vegetali sono indicate per i gatti, la più apprezzata è senz’altro la Nepeta Cataria, pianta perenne della famiglia delle Labiate che agisce sulla psiche con un effetto rilassante. Ha un gradevole profumo e presenta le belle spighe fiorite tipiche delle labiate, di colore bianco rosato.

Un’altra erba psicoattiva per i gatti è la comune Valeriana officinalis della famiglia delle Valerianaceae. In questo caso sono le radici ad attrarre i gatti.

leggetemi anche su L’orto di Michelle

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