DIY: etichette per piante

8 aprile 2016 § 14 commenti

Avevo letto su un libricino francese
“Une plante sans nom est une plante perdue” (una pianta senza nome è una pianta perduta) e per far tesoro di questa saggia frase ed evitare di confidare solo sulla mia sempre meno affidabile memoria mi sono imposta di dotare tutte le piante a rischio di anonimato di etichette che sono essenziali anche per le operazioni di semina e nella preparazione delle talee.

etichette riciclo

Se vi avanza un po’ di tempo, utilizzatelo per realizzare queste semplici etichette, perfette per tutte le vostre beniamine. Bastano un po’ di fil di ferro, qualche vecchia scheda o carta punti fedeltà, della vernice effetto lavagna e un pennarello indelebile per scrivere il nome.

Cosa occorre

– morsa
– filo di ferro non troppo sottile
– vecchia scheda o carta punti fedeltà in plastica
– carta vetro
– fondo aggrappante
– vernice effetto lavagna o chalk paint nera
– vernice protettiva
– pennarello indelebile bianco a punta fine

blocco fil di ferro nella morsa

Tagliate 65 centimetri di fil di ferro, piegatelo a metà e inserite le due estremità inferiori libere, per circa 9 centimetri, nella morsa e bloccate. Nell’occhiello formatosi nella parte superiore, infilate un grosso chiodo e torcete lentamente mantenendo una tensione regolare ed esercitando forza verso l’alto.

arrotolare sopra pennarello

asta etichetta

Quando il fil di ferro è attorcigliato, liberatelo dalla morsa e con le due estremità fate un doppio giro, formando una sorta di molla, su un pennarello o un altro oggetto cilindrico di circa 1 centimetro di diametro.

carteggiare e prima mano aggrappante

pittura effetto lavagna

Preparate il cartellino carteggiando la superficie di una vecchia scheda o carta punti fedeltà in plastica per fare aderire meglio la vernice prima di procedere con una prima mano di aggrappante e a seguire la pittura effetto lavagna (se volete potete crearla mescolando un po’ di stucco o gesso in polvere al colore acrilico). Con il pennarello bianco indelebile scrivete il nome della pianta e come ulteriore protezione finite con una mano di vernice trasparente. Inserite infine il cartellino nelle molle del supporto in metallo.

scrittura con pennarello

Articolo tratto dal mio primo libro “Buon Gardening!” ed. Mondadori – 2015

Ultime copie ancora in vendita qui

Giardini d’inverno

22 febbraio 2016 § 8 commenti

Chi mi segue anche su facebook
avrà notato che da circa un mese ogni giovedì pubblico fotografie di bellissime Garden Houses per stare al gioco di tante colleghe blogger che condividono invece foto di aitanti ragazzotti per il rituale mediatico “giovedì gnocchi”.

garden housePosticini incantevoli che fanno sognare ad occhi aperti!

A chi non piacerebbe trascorrere un po’ del suo tempo in un luogo simile dove rilassarsi circondato dalle piante preferite? Nate come aree coperte adibite alla coltivazione delle specie più delicate e dove praticare con successo semine e trapianti, le serre, non solo sono spazi ambiti dai giardinieri più appassionati ma con il tempo hanno assunto anche una funzione di prolungamento della dimora principale, divenendo veri e propri giardini d’inverno così accanto a rare orchidee, felci, agrumi o particolari piante tropicali, trovano posto complementi d’arredo e confortevoli sedute che invitano ad una pausa relax.

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Those who follow me on facebook as well would have noticed that, for about a month, every Thursdays I’ve been publishing photographs of beautiful Garden Houses to keep up with many colleague bloggers that share instead photos of handsome men for the media ritual “Thursday: gnocchi”.

Charming little places that make you daydream!

Who wouldn’t like to spend a bit of time in such a place where you can relax surrounded by your favorite plants? Born as covered areas used to grow the most sensitive species and to practice with success seeding and transplants, the greenhouses, not only are spaces coveted by the most passionate gardeners but as time went by they also began to have the function of extension of the main dwelling, becoming true winter gardens. Therefore close to rare orchids, ferns, citrus or special tropical plants, furnishings and comfortable chairs that invite you to a relaxing break take place.

Traditional Conservatory : Giardino d’inverno in stile rustico di Westbury Garden Rooms

 

In Francia e Inghilterra, è abbastanza comune vedere questo tipo di struttura di pertinenza al giardino, la tradizione affonda le sue radici nel periodo dello sviluppo siderurgico di fine ‘700 che ha permesso la loro costruzione in larga scala e l’apice di produzione fu nell’Inghilterra di epoca vittoriana. In Italia, il clima più mite permette di fruire della gioia di stare all’aperto per un lungo periodo e la necessità di creare una struttura chiusa non è mai stata così sentita, i primi giardini d’inverno sono nati come trasformazione delle Orangeries, apposite aree che custodivano durante l’inverno le preziose piante che solo i nobili e le persone più abbienti potevano permettersi.

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In France and England it is quite common to see this kind of structure close to the garden, this tradition has its roots in the period of the development of the steel in the end of ‘700 that allowed their construction in large scale. The production peak was in England in the Victorian era. In Italy the mild climate allows to enjoy the delight of being outdoors for a long period and the need of creating a closed structure was never much felt, the first conservatories were created as a transformation of the Orangeries, special areas that during winter time guarded the precious plants that only the nobles and wealthy people could afford.

giardino d’inverno per VENDITA PRODOTTI : Giardino d’inverno in stile classico di Cagis

 

Il mercato offre una vasta scelta di strutture in legno, alluminio o ferro e idee arredo giardino in grado di soddisfare tutti i gusti per coniugare ogni esigenza tecnica con quella economica, in fondo non è un sogno così dispendioso da realizzare, basta avere un pezzetto di terreno, non necessariamente attiguo alla casa, e ottenere i permessi necessari alla costruzione che generalmente variano a seconda delle normative comunali.

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The market offers a wide choice of structures in wood, aluminum or iron and garden decor ideas that can satisfy all tastes and combine technical needs with the economic ones, after all it is not a dream too expensive to make come true, you need to own a piece of land, not necessarily contiguous to the house, and obtain the necessary permits for the construction, which generally vary according to municipal regulations.

Balcone, Veranda & Terrazza in stile minimalista di ARTERRA
Garden House contemporanea di ARTERRA

 

In attesa di esaudire questo desiderio mi sono regalata un piccolo spazio, per ora è solo un magazzino ma a breve diventerà la mia Garden House, o meglio Green Room, presto inizieranno i lavori di trasformazione!

Stay tuned

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Waiting to fulfill this wish I made myself a present: a small space, just a store at the moment, that soon will become my Garden House, or better my Green Room. The transformation works will soon begin!

Pigne nell’arredo giardino

13 febbraio 2016 § 2 commenti

La pigna è un elemento d’arredo
di uso frequente in giardino, rappresenta l’eternità e l’immortalità ed è uno degli emblemi più arcaici e misteriosi riconosciuto da varie culture.

Pigna arredo giardino

Raffigurata nelle più antiche rovine come nelle opere d’arte moderna, allude al più alto grado di illuminazione e rappresenta la “ghiandola pineale” un organo che deve il suo nome alla rassomiglianza, per grandezza e forma a un pinolo, situata nel centro del cervello è considerata da alcuni come un “Terzo Occhio”. La pigna gode dunque di una forte valenza simbolica, potrete scorgerne la presenza nei vecchi giardini dove trova collocazione come rifinitura del portale di ingresso o come puntale della balaustra delle scale. Presso antiquari o mercatini specializzati è possibile trovare pezzi d’epoca, ma è molto più facile acquistare elementi di produzione moderna che mantengono la stessa iconografia del passato, sono disponibili in differenti materiali, pietra, terracotta, ghisa e cemento i più consueti. Sistemate una pigna in giardino come simbolo di vita eterna e incaricate il tempo per depositarvi una suggestiva patina.

da Vivere Country maggio 2015

Come realizzare la base di una ghirlanda #natalealverde

1 dicembre 2015 § 8 commenti

E anche quest’anno torna l’appuntamento con Natale al Verde!

Per 4 settimane, ogni martedì di dicembre assieme ad altri 24 blogger, presenteremo proposte inedite ed originali per un Natale in veste green e low cost!

Questa volta non voglio raccontarvi come realizzare una ghirlanda, ormai se un poco mi seguite avrete già imparato a farla! ( se ve lo siete persi qui e qui)

lavagna con ghirlanda

Vi racconto invece come crearne la base con diversi materiali, generalmente quelli che utilizzo sono di origine vegetale e sempre low cost perché provenienti dagli scarti della potatura, non solo delle piante che producono lunghi e flessibili tralci come spesso sono quelli delle rampicanti, ma anche delle graminacee o altre erbe spontanee che presentano gambi lunghi e sottili.

E poi c’è il fil di ferro, sempre utile averne buona scorta in quanto fa parte della strumentazione base per la decorazione floreale. Lo potete acquistare nei più forniti garden center oppure qui.

ghirlandina di Santolina

 

mirto e santolina

La mia base preferita rimane comunque quella preparata con Clematis vitalba, a seconda del tipo e della dimensione della ghirlanda che voglio realizzare, mi procuro rami più o meno lunghi e con diametro più o meno grande.

Ho realizzato un breve video in cui vi racconto come fare la base con le graminacee e con il fil di ferro. ricordate di iscrivervi al mio canale, e se il video vi è piaciuto, condividetelo con gli amici!!! Grazie

 

Questo post partecipa all’iniziativa promossa da AboutgardenL’ortodimichelle e GiatoSalò

Natale al  VERDE!

NATALEALVERDEGLITTER

In linea con il periodo che stiamo vivendo, la creatività è di scena con le inedite e originali proposte di tanti blogger per un progetto davvero al passo con i tempi!

Per problemi con GOOGLE che penalizza gli scambi link, non possiamo aggiungere link diretti ai nomi dei partecipanti, vi invito a fare un piccolo sforzo e cercare il loro blog su internet, abbiamo tutti quanti lavorato molto a questo progetto ed è importante  per noi tutti ricevere un vostro consenso! Grazie  <3

Partecipano con me:

Blossomzine blog – Cake garden project  – Capo Verde –  GiardiNote – Giardino Metropolitano – Giato Salò – Home Refresh – Kokedama & Co – La Vie en Rose de Sami – Lavori in Giardino- L’orto dei colori – L’orto di Michelle – Madreselva studio di progettazione – Orti in progress  Pane, amore e magia ,diario di una Heidi moderna, e più figa –  Passeggiando in giardino – 4 Piedi & 8.5 Pollici  – Quattro toni di verde – Salvia e Rosmarino – Shabby Chic Interiors –  Ultimissime dal forno – Ultimissime dall’orto – Un giardino in diretta  – 25mq-di-verde –  Vivre Shabby Chic

 

Trovi tutte le immagini dell’iniziativa nella board di Pinterest dedicata a #natalealverde

 

 

 

 

sac a grain per il giardino

8 novembre 2015 § Lascia un commento

Avete presente quei bellissimi,
enormi sacchi di tela grezza che spesso sono decorati per la loro lunghezza con alcune righe colorate?
sacco
A volte si ammirano sulle riviste, altre, se si é fortunati, si trovano nei mercatini dell’antiquariato ma non ho mai visto un assortimento tanto ampio e bello come quello di All’Origine. I sacchi, erano un tempo tessuti a mano ed era comune che venissero fatti in casa con telai che non superavano i 70 centimetri di larghezza. Si filava e tesseva la canapa, non prima di averla lasciata macerare in un corso d’acqua per ammorbidirne la fibra.
sac a grain
La canapa è un materiale vegetale di facile coltivazione che dà origine a un filato molto robusto con il quale in passato si realizzavano teli adatti a molti usi domestici che dovevano durare nel tempo. Così anche le sacche che contenevano il grano e altri cereali, avevano necessità di sopportare decine di chili e le righe colorate che li caratterizzano non sono altro che il marchio  che distingueva ogni famiglia, a volte venivano ricamate le iniziali in rosso.
panca con cuscino sac a grain
La collezione proposta da All’Origine proviene, per la maggior parte, da una produzione realizzata prevalentemente nella prima metà del ‘900 nell’est europeo, c’è n’è per tutti i gusti, sacchi con le classiche righe rosse, blu o verdi oppure nel bellissimo senape, violetto o nero, così  come il colore delle righe che ho scelto per il mio sac a grain, come lo chiamano i francesi.
L’ho riempito con due cuscini e sistemato sulla mia panca in giardino, ma c’è chi lo usa semplicemente sul prato o sulla terrazza o come tappetino per la doccia, oppure raccontatemi se avete altre idee o suggerimenti!
sacco granaglie
Vi invito a curiosare nello shopping sul sito www.allorigine.it, per prendere visione dell’assortimento o per farvi un regalo.
Un po’ contribuisco anche io perché ho chiesto uno sconto del 10% su tutta la merce per i miei lettori, basta inserire nel carrello il codice coupon ABOUTGARDEN. Potreste approfittarne per fare qualche regalo di Natale però affrettatevi perché lo sconto sarà valido solo fino al 15 novembre!

Siepe morta – dead hedge

17 ottobre 2015 § Lascia un commento

Con il termine siepe,
si identifica una struttura lineare realizzata con piante radicate nel terreno solitamente appartenenti a specie sempreverdi. La siepe viva si utilizza principalmente per delimitare e proteggere i terreni o per mascherare zone poco estetiche.

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By the term hedge, we identify a linear structure composed by plants usually belonging to evergreen species rooted in the soil. The alive hedge is mainly used to demarcate and protect lands or to hide unsightly areas.

siepe morta

Forse meno conosciuta ma altrettanto utile è la siepe morta. Era un antico sistema in uso nel Medioevo per creare una barriera impenetrabile agli animali selvatici. Chiamata dead hedge dagli inglesi che ne hanno per primi recuperato l’utilizzo, è costituita da un insieme di ramaglie e scarti vegetali secchi. Per realizzare una siepe morta dovrete piantare nel terreno due file parallele di paletti e mantenere una distanza interna di 40-50 centimetri. Lo spazio potrà essere riempito con gli avanzi delle potature e ramaglie, fascine, cortecce e altro materiale vegetale che non può essere utilizzato per il compost ma può essere diversamente smaltito.

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Perhaps less well known but equally useful is the dead hedge. It was an ancient system in use in the Middle Ages to create an impenetrable barrier to wild animals. The British were the first ones to start again its use, it is constituted by a bunch of twigs and dry vegetable waste. To create a dead hedge you’ll have to plant in the ground two parallel rows of poles at a distance of 40-50 cm from one another. The spaces have to be filled with leftovers of prunings and twigs, bundles of twigs, barks and other plant material that cannot be used for compost and may be otherwise disposed of indeed.

siepe morta

La siepe morta può essere costruita e crescere in lunghezza e altezza nel tempo per contenere via via il materiale proveniente dalla pulizia degli alberi anche da frutto, poco adatti ad essere bruciati nelle stufe e caminetti e degli arbusti. Oltre ad assumere un valore decorativo svolgerà anche una funzione di riparo e accoglienza per piccoli animali.

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The dead hedge can be built and grown in length and height over time to gradually harbor material from the cleaning of fruit trees too, ill-adapted to be burned in stoves and fireplaces, and shrubs. Besides having a decorative value the hedge will also protect and shelter small animals.

per Vivere Country dicembre 2014

Vecchi vasi dalla Transilvania

13 ottobre 2015 § 6 commenti

Nutro una grande passione per i vasi
ma questo ve l’ho già raccontato, soprattutto se sono in terracotta, vecchi e meglio ancora antichi!

forziere con terra

particolare di vasi

Pile di vasetti sono contenuti in un vecchio cesto per damigiana realizzato con piattina di metallo, proviene dall’Ungheria.  (All’Origine)

vaso anni'60

Quando a Orticolario ho visto questi tesori mi sono subito interessata della loro storia, sono molto curiosa, e ho scoperto che i vasetti sono degli anni ’60 e provengono da un vivaio della Transilvania, una regione di rara bellezza che fa parte della Romania, ricca di storia e di tradizioni, territorio di ricerca dell’ideatore di All’Origine, un concept che propone oggetti di uso comune del ‘900 che rimandano ad una memoria recente.  La forza della raccolta è data dalla serialità, per dare un ordine, una coerenza anche alle cose più umili.

forziere ungherese

particolare paletta

Anche la cassetta in metallo è di provenienza ungherese, probabilmente era un bauletto militare che si presta a molti usi qui trovate le specifiche. Mentre le palette in legno erano utilizzate per farina e granaglie e arrivano dall’est Europa, sono perfette per raccogliere e mescolare la terra.

vecchi vasi

Io sono tornata a casa con qualche vasetto in più!

Per tutti voi c’è il 10% di sconto sul primo acquisto online sul sito www.allorigine.it, basta inserire nel carrello il codice coupon ABOUTGARDEN

Nel sito non troverete tutto quello che ho fotografato, magari date un colpo di telefono.

Se poi volete far assumere a vasi nuovi in terracotta un aspetto vintage, in questo video vi racconto come fare!

Dove sono?

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