Diy: ghirlanda autunnale

4 novembre 2016 § 2 commenti

Ecco una ghirlanda
che si veste  con i colori più accesi dell’autunno, un  Total Orange dove le bacche di piracanta e le gerbere sono le protagoniste assolute. Mentre le gerbere le potete acquistare dal fiorista, l’unico modo di procurarsi la piracanta è quello di coltivarla in giardino o sul terrazzo, è un sempreverde che cresce velocemente e regala in questa stagione un’esplosione di colore, se amate la tonalità arancio, sceglietela nella varietà  Pyracantha ‘Orange Glow’. Per chi invece non ha la possibilità di coltivarla o procurarsela tramite amici, fate come me, ho atteso la potatura degli arbusti comunali, è infatti una pianta spesso utilizzata nei contesti verdi urbani.

ghirlanda-base

Cosa occorre:

– Rami carichi di bacche di Pyracantha ‘Orange Glow’
– Base di Clematis vitalba (come preparata qui)
– Fil di ferro da fiorista

Sulla solita base di Clematis vitalba intrecciata, legate il capo della spoletta di fil di ferro alla base della ghirlanda e fissate man mano i rametti di piracanta alternandoli alle gerbere che avrete precedentemente gambato.

 
Ghirlanda autunnale.jpg

Alcuni fiori hanno gambi teneri che durante la lavorazione potrebbero staccarsi dal calice. Ecco un piccolo video dove vi svelo la tecnica per irrobustire i gambi dei fiori !

paticolare-gambatura-fiore

Quando realizzate una composizione che non prevede uso di oasis, per far durare più a lungo i fiori, prima di fasciare i gambi nella guttaperca avvolgeteli con un pezzetto di cotone idrofilo bagnato e sigillate con un po’di carta stagnola.

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Erica e calluna

7 ottobre 2016 § Lascia un commento

“L’ha mai osservata la brughiera?
E’ tormentata dai venti, dalle tempeste, dai ghiacci dell’inverno. Eppure, l’erica, resiste. Rimane attaccata alla terra, sempre e comunque. Non la tradisce mai, non l’abbandona per rifiorire in posti più tranquilli, le sue radici non muoiono, sanno che il loro destino è legato alla brughiera, anche se è ostile. Ma l’amano così com’è, senza riserve.”

erica-ph-s-chiarugi

Rustica e forte l’erica descritta nel capolavoro di Emily Brontë ‘Cime tempestose’, tanto quanto la calluna, pianta simile nell’aspetto che cresce spontanea anche nelle brughiere dell’Italia settentrionale, il tipico arbusto conosciuto con il nome comune di brugo dal quale si ricavava materia prima per realizzare le scope. Al primo accenno d’autunno, erica e calluna ritornano puntuali in bella mostra dai fioristi, nei vivai, nei garden center e non mancano mai negli scaffali dei reparti di giardinaggio dei supermercati. Alcune specie e cultivar arrivano dal nord Europa pregne del ricordo delle terre di origine dove prosperano a dispetto clima freddo e inospitale, altre invece sono ibridi derivati da stirpe sud africane che non sopportano temperature inferiori ai 5°C, dunque individuata la pianta e l’habitat ideale dovrebbe essere facile riuscire a coltivarle in vaso anche sul terrazzo! L’elemento di distinzione di questi piccoli arbusti sempreverdi e rappresentato principalmente dalla forma dei fiori, riuniti in spighe terminali si formano sui rami dell’anno precedente e sono di colore molto vario dal bianco al rosa porpora. Nell’erica il fiore è formato da una corolla tubulosa a quattro lobi profondamente divisi più corto nella dimensione rispetto al calice, internamente macchiato di rosso, della calluna.

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Entrambe le specie sono acidofile, vivono bene quindi in terra acida e molto povera, amano il fresco e temono la siccità ed il forte calore dell’estate periodo in cui, a riposo vegetativo, dovranno essere al riparo dai raggi cocenti del sole ed annaffiate possibilmente con acqua non calcarea, ideale è quella piovana, mantenendo umido ma non bagnato il terriccio di coltivazione. Ogni tanto un po’ di te freddo, come a tutte le acidofile, sarà da loro assai gradito.

Subito dopo la fioritura potate le piante eliminando la parte dei fusti che portano i fiori appassiti.

Potete facilmente propagare erica e calluna da talea, da preparare dalla primavera fino alla fine dell’estate, prelevando dalla pianta madre porzioni di rami che dovranno avere una lunghezza di circa cinque centimetri. Radicano rapidamente in vaso contenente un miscuglio di sabbia e torba posto in luogo riparato.

scritto per Vivere Country ottobre 2014

talea d’autunno

23 settembre 2016 § Lascia un commento

In autunno, quando i fusti delle piante arbustive sono ormai lignificati, è il momento giusto per moltiplicare da talea molte specie.

talee

Prelevate una porzione di ramo di almeno 10 centimetri ed eliminate le foglie alla base per 3-4 centimetri e inseritele in un vaso di terra alleggerita con sabbia o vermiculite. Sembra che le talee gradiscano in modo particolare l’acqua piovana. Ne basta poca, occorre farla decantare per qualche tempo prima di somministrarla con un vaporizzatore. Per agevolare la formazione di radici create un ambiente umido posizionando una campana di vetro sopra il vaso o in alternativa realizzate una sorta di piccola serra con un sacchetto di plastica trasparente, come quello utilizzato per surgelare gli alimenti, sostenuto da quattro stecchini di legno Riponete il vaso in un ambiente protetto dal gelo e ben aerato fino alla primavera successiva quando procederete alla messa a dimora della pianta in piena terra. Alcune piante si propagano con successo più di altre, tra le tante: berberis, bosso, cotoneaster, edera, nandina, mahonia, osmanthus, weigela, pyracantha, skimmia, santolina e viburno.

Liriope muscari, fiori all’ombra

14 settembre 2016 § Lascia un commento

Non sono molte le piante
in grado di crescere all’ombra di un albero capaci di tappezzare un terreno dove generalmente stenta qualsiasi forma vegetale. Liriope muscari vi piacerà per la forma tondeggiante che assumono le lunghe foglie nastriformi ma soprattutto per la bella fioritura offerta da agosto e fino a ottobre, di piccoli fiori campanulati disposti molto fitti e portati su fusti alti circa 25 centimetri che si ergono al centro della pianta. La forma, la disposizione e il colore violetto, bianco o blu dei fiori sono simili a quelle dei muscari tanto che la somiglianza dà origine al suo epiteto specifico.

pianta-di-liriope-muscari

Liriope muscari appartiene alla famiglia delle Convallariaceae, è una pianta perenne sempreverde che in Cina, Giappone e Corea prospera nei sottoboschi ombrosi fino ai 1.500 metri. Nel vostro giardino potrà essere collocata in una bordura in primo piano anche esposta al sole del mattino ma in mezz’ombra regala il meglio mantenendo i colori del fogliame e dei fiori più intensi. Non ha particolari esigenze di terreno, il suo organo sotterraneo è un rizoma che riesce a competere bene anche con le radici di arbusti o alberi grandi e grossi, predilige tuttavia un terreno sciolto e ben drenato eventualmente addizionato con sabbia e comunque arricchito di materia organica. Anche per quanto riguarda l’irrigazione, L.muscari si accontenta dell’acqua piovana e solo in caso di siccità prolungata dovrete provvedere ad un irrigazione supplementare.

particolare-del-fiore-di-liripoe-muscari

Per moltiplicare la pianta dividetene i rizomi a primavera, quando è a riposo vegetativo e provvedete a ripiantarli subito dopo.

da Vivere Country settembre 2015

Il mio bosco.giardino ospita qualche pianta di liriope sotto ai grandi carpini, ogni autunno mi delizia con i suoi fiori e durante tutto l’anno le sue foglie sempreverdi coprono una bella porzione di terreno altrimenti spoglio!

 Macerato di ortica

22 luglio 2016 § 4 commenti

Coltivate l’ortica!
Può sembrare un eccentrico consiglio, ma è una fonte naturale di potassio, fosforo, ferro, calcio, rame e zinco.

urtica dioica

ortica

Se aggiunta al compost ne migliora la struttura e avrete la possibilità di preparare un prezioso macerato che può essere utilizzato come ricostituente per tutte le piante oppure come ottimo repellente naturale utile per combattere alcuni insetti come afidi e acari. Preparate il macerato in un contenitore aperto di plastica o vetro contenente 10 litri d’acqua possibilmente piovana, aggiungete un chilo di ortica fresca tagliuzzata grossolanamente, oppure 500 grammi se secca e fate riposare.

Macerato di ortica

Quando dopo circa tre giorni il preparato diventa color bruno e termina di produrre schiuma, è pronto per essere filtrato e diluito nella proporzione 1/20 (1 litro di macerato in 20 litri d’acqua). Spruzzatelo direttamente sulle parti colpite dai più comuni parassiti o per rafforzare la resistenza delle piante, versatelo sul terreno, sopra le radici o molto diluito sulle foglie.

Vivere Country luglio 2015

Come e quando dividere le iris

16 luglio 2016 § Lascia un commento

Appena terminata la fioritura
di una delle più classiche piante da giardino è il momento di mettersi al lavoro se vogliamo garantirle vita sana e felice e soprattutto abbondanti fiori per le future primavere.
Le iris
sono piante erbacee perenni apprezzate per la loro bellezza e per la facilità di coltivazione, molte specie necessitano di pochissime cure e si riproducono e diffondo autonomamente e con grande rapidità. Si differenziano oltre che per la struttura del fiore anche per gli organi sotterranei di riproduzione che possono essere bulbi, un cormi o un rizoma.

Nel caso delle iris che si sviluppano da rizoma è necessario periodicamente , ogni circa tre o quattro anni, procedere alla divisione dei cespi e alla frammentazione del rizoma che darà origine a piante più rigogliose favorendo al contempo la fioritura. L’operazione si esegue dopo che la pianta ha finito la sua fioritura ed è a riposo vegetativo, il periodo coincide con l’estate fino a tutto settembre.

  • PULIZIA DELLA PIANTA

La pianta che deve essere liberata dalle parti secche per agevolare le successive operazioni di zollatura ed estrazione.

zollatura iris

divisione iris

  • ZOLLATURA ed ESTRAZIONE

Con una vanga si prepara uno scasso tutto attorno al piede della pianta prestando attenzione a non rompere radici e rizomi, ultimare il lavoro aiutati da un tridente ricurvo che smuove con più delicatezza la zolla. (foto 1 e 2)

  • PULIZIA RADICI

Estratta la pianta, aiutati dalle mani, separate con forza il groviglio di rizomi, se la massa è troppo compatta occorre utilizzare il tridente o un attrezzo appuntito per dividerla con più decisione.(foto3) Asportate le radici vecchie e deboli e ripiantate, in terra ben sciolta e drenata, i singoli rizomi ad una distanza di circa 30 centimetri.

divisione rizoma iris

taglio rizoma iris

porzioni rizoma iris

  • DIVISIONE RIZOMI

I rizomi più sviluppatti e sani possono essere frammentati per dar vita a nuove piante, occorre procedere all’operazione con un coltello ben affilato e disinfettato, (foto 4 ) si devono recidere le foglie a circa 10/15 centimentri dal colletto con taglio netto ed obliquo in modo che i rizomi rimessi a dimora non offrano resistenza ai venti ed essere smossi o peggio ancora scalzati dal terreno.

Dividere il rizoma in due o tre parti ognuna delle quali deve presentare una gemma.

Ripiantateli in terreno soffice e ben drenato appena al di sotto della superficie, amano stare al sole e sentirsi scaldati dai suoi raggi. ( foto 5-6)

Gli Iris non amano essere concimati tuttavia una volta all’anno a primavera, annaffiate e concimare con pellettatto organico prima della fioritura.

***

Se vuoi sapere come coltivare  e mettere a dimora le iris, leggi questo post

Filadelfo o Fiore d’Angelo

24 giugno 2016 § 5 commenti

Il nome con il quale è comunemente conosciuto il filadelfo
è “fior d’angelo” o “petto d’angelo” o come tanti chiamano “fior d’arancio” per la somiglianza forse alla zagara. E’ un arbusto molto comune nei giardini d’antan e in quelli più re­centi i cui proprietari hanno provveduto a riprodurlo da talea, metodo che assieme alla semina ne assicurano la facile continuazione della specie che ne conta circa 50 diffuse su gran parte del globo.

Fiore d'Angelo

La più profumata e coltivata, è la varietà Philadelphus coronarius, spontanea anche nei boschi e nelle radure d’Italia di cui nel tempo sono stati selezionati alcuni ibridi tra i quali i più apprezzati presentano fiori a petali doppi P. coronarius ‘Flore Pleno’ o foglie marginate di bianco P. coronarius ‘ Variegatus’. La nascita di molti ibridi si deve anche al lavoro di un famoso vivaista attivo nella seconda metà dell’800, Monsieur Victor Lemoine, celebre anche per aver selezionato alcuni dei lillà più belli. I suoi incroci diedero vita a piante con caratteri molto apprezzati e sono ancora disponibili in molti vivai specializzati in arbusti. Il filadelfo è una pianta rustica che non necessita di alcuna cura o di concime, e resiste tanto al sole quanto all’ombra, all’umido e al secco e se volete contenerlo, lo dovrete potare subito dopo la fioritura perché i fiori si sviluppano sulla vegetazione che si forma nell’anno precedente. Rimuovete regolarmente il legno più vecchio alla base del fusto, per stimolare la crescita di nuovi getti e favorire al contempo la circolazione dell’aria.

da Vivere Country maggio 2016

come utilizzare i pelargoni odorosi

31 Maggio 2016 § 7 commenti

In estate, quando sono in campagna,
amo circondarmi di vasi di pelargonio odoroso utili anche per tenere lontane le zanzare. Mescolo le foglie essiccate con altre essenze vegetali per realizzare un profumato pot-pourri o sacchetti antitarme da riporre negli armadi. Se trovate che il suo aroma sia troppo evanescente aggiungete alcune gocce del suo olio essenziale dalle proprietà insetticide, astringenti e antibatteriche.

pot purrie

Per regalare un sapore speciale alle torte o al te, preparo uno zucchero aromatizzato aggiungendo all’ingrediente principale alcune foglie fresche in un contenitore ermetico per una settimana, oppure essiccate le unisco a quelle del mio adorato te verde.

pot pourri ok

Pelargoni odorosi

20 Maggio 2016 § 2 commenti

Nella casa in cui vivo, i vasi che soddisfano la mia voglia di verde adornano le finestre rivolte a nord, esposizione sfavorevole per la coltivazione della maggior parte delle piante che offrono spunti di colore con la loro fioritura. Da giovane sposa volenterosa di abbellire ogni angolo del nuovo nido, avevo tentato dapprima di coltivare il classico pelargonio zonale al quale aveva fatto seguito la varietà edera, niente da fare, la poca luce e il famigerato Cacyreus marshalli, la farfallina che depone le uova nei giovani getti capaci di generare bruchi voracissimi della pianta, hanno decretato il fallimento dell’esperimento.

pelargonio odoroso

La famiglia dei pelargoni odorosi mi ha conquistata per il profumo sprigionato dagli olii essenziali contenuti nella miriade di piccole ghiandole presenti nelle pagina inferiore delle foglie che si avverte distintamente sfregandole. Sono piante robuste difficilmente aggredite dalla terribile farfallina, originarie del sud Africa, richiedono climi miti e 4-5 ore al giorno di luce solare diretta, preferibilmente al mattino, e necessitano di ricovero invernale solo nelle zone dai climi rigidi dove devono svernare in casa in una posizione luminosa al riparo da correnti d’aria.

Pelargonio odoroso

peargonio odoroso 1

Per godere della loro presenza ho chiesto ad un’amica appassionata di piante e dotata di terrazzo di ‘tenere a pensione’ i miei pelargoni odorosi e ogni tanto ne faccio talee da portare in casa anche se so che la pianta così coltivata avrà vita breve. Ogni specie o ibrido di pelargonio odoroso è caratterizzata da fiori, fogliame e soprattutto profumo differente che può ricordare l’aroma del limone o dell’arancio come in P. ‘Prince of Orange’ o della rosa come nel mio preferito P. ‘Attar of Roses’ o quello della mela nella varietà P. odoratissimum, oppure essere più speziato e somigliare al sentore del pepe come della cannella, della noce moscata, dell’assenzio o della menta come il P. tomentosum o ancora della cioccolata.

da “Buon Gardening,
coltivare piante e fiori in terrazzo e giardino utilizzarli in casa e in cucina”. S. Chiarugi – ed. Mondadori 2015

lo potete  acquistare anche  qui

Vinca… la migliore!

16 marzo 2016 § 8 commenti

Mai farsi abbindolare dal colore di un fiore!!!

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Never get duped by the color of a flower!!!

vinca major

Tanto è bello il colore della pervinca, che ha dato il nome a una tonalità a metà strada tra il violetto e l’azzurro, una delle preferite anche di Luisa Beccaria (mi piacciono tanto gli abiti che realizza!!!), ricordo un servizio sulla sua casa milanese dove non mancavano tocchi pervinca. Senza divagare troppo, volevo raccontarvi la mia brutta esperienza con questa pianta che sembra tanto carina e innocua ed è invece una subdola usurpatrice!

Anni fa, un’amica mi aveva proposto un pezzetto della suddetta pianticella e tutta felice ed incurante della sua evoluzione avevo ben pensato di piantarla alla base della mia adorata rosa da sciroppo per coprire il piede spoglio del fusto. Posizione ideale quella sotto cespugli e alberi, al riparo dal sole, così mi avevano detto. Ottima idea davvero!!!

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So beautiful the color of periwinkle flower, which gave its name to a shade halfway between violet and blue, it’s also one of the favorite of Luisa Beccaria (I like the clothes she realizes very much!!!), I remember a magazine report on her home in Milan where periwinkle touches were present. Without digressing too much, I wanted to tell you about my bad experience with this plant which seems so cute and harmless and is instead a subtle usurper!

Years ago, a friend of mine offered me a piece of that little plant, and all happy and unaware about its evolution I had thought to plant it at the base of my very beloved syrup rose to cover the bare foot of the stem. Ideal location under bushes and trees, sheltered from the sun, as I had been told. Good idea indeed!!!

infestazione di Pervinca

Peccato che non mi sono documentata ed ho piantato Vinca major senza conoscere la sua natura tanto invadente, ogni primavera getta lunghi fusti striscianti che toccando il suolo radicano facilmente e in poco tempo ricoprono tutto ciò che trovano sul loro cammino, si infilano sotto terra e spuntano a distanza anche di un metro. Perfetta per ricoprire scarpate poste a mezz’ombra (in pieno sole secca) ma davvero nefasta per qualsiasi posto in giardino dove siano presenti altre piante.

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Too bad I had not gathered information and I planted Vinca major without knowing its so intrusive nature, each spring it casts long creeping stems that touching the ground easily root and quickly cover everything on their path, they are caught in the ground and sprout even one meter away. Perfect for covering escarpments placed in partial shade (in full sun it dries) but really disastrous for any place in the garden where other plants are present.

estirpare pervinca

carriola

carriola 2

Quindi appena posso dedico un po’ di tempo ad estirparla e in questi giorni che la terra è umida viene via dalla terra che è un piacere, la getto nella carriola posta al sole e aspetto che secchi per bene prima di triturarla, non si sa mai!!!

Nessun inconveniente invece con la sua parente stretta Vinca minor, meno minacciosa e altrettanto bella si mantiene compatta e ha dato vita a tanti ibridi con fiori dai colori più o meno tendenti all’azzurro, al lilla o con foglie variegate bianche oppure oro.

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So as soon as I can I devote a bit of time to eradicate it and in these days that the soil is damp it comes away from the soil that is a pleasure, I throw it into the wheelbarrow and wait for the sun to dry it thoroughly before grinding it, you never know!!!

No inconveniences instead with its close relative Vinca minor, less threatening and equally beautiful it remains compact and has created many hybrids with flowers in the colors more or less prone to blue, lilac or with white or gold variegated leaves.

Vinca minor 'Bowles Variety'.jpgVinca minor ‘Bowles Variety’ -credits web

V. minor La GraveVinca minor ‘La Grave’ -credits web

Vina minor 'Illumination'Vinca minor ‘Illumination’ -credits web

In conclusione se vi piace la pervinca, mi raccomando fate attenzione a piantare in giardino Vinca minor!

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In conclusion if you like the periwinkle, I recommend to make sure to plant in your garden Vinca minor!

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