Coltivare l’erba della Pampas e usarla nelle decorazioni

26 marzo 2020 § Lascia un commento

Con il nome latino Cortaderia selloana,
è forse poco conosciuta ma l’aspetto potrà risultarvi decisamente più familiare tanto la sua coltivazione è diffusa.

Il nome comune, erba della Pampas, contradistingue una vistosa graminacea perenne, che raggiunge l’altezza di circa 2 metri molto apprezzata per i grandi fiori piumosi color crema a forma di pannocchia, che compaiono in agosto e permangono fino alla primavera successiva.

In giardino da il meglio se coltivata come singolo esemplare scegliendo una posizione soleggiata o a mezz’ombra in terreno fertile, leggero e ben drenato, nei periodi più siccitosi aumentate la dose idrica. Concimate in autunno e in primavera, con un prodotto a lenta cessione. Non serve altro! Facile vero?

Nella decorazione

Se volete utilizzare le infiorescenze per le composizioni floreali, attendete febbraio-marzo per reciderle muniti di cesoie robuste e guanti anti-taglio in quanto le foglie sono come sottili lame. Molto di tendenza, bastano pochi steli per dare carattere alle decorazioni. Consiglio di toccarle il meno possibile per non disperdere la semenza, c’è chi spruzza un po’ di lacca spray per fissarle ed evitare che volino nell’ambiente, io preferisco evitare ogni intervento chimico.

L’erba della Pampas è molto richiesta anche dalle spose e si presta bene ad essere accompagnata con i fiori più classici.

Crackers di semi gluten free, per giardinieri previdenti.

15 marzo 2020 § Lascia un commento

Chi mi segue da tempo lo sa,
ogni tanto scrivo su queste pagine anche qualche ricetta di cucina e come si fa tra amici, condivido.

Cercavo da tempo una ricetta per fare i cracker di semi, non sono una grande consumatrice di pane anche se lo trovo indispensabile per accompagnare un buon sughetto oppure dei formaggi, ma amo molto i cracker e altrettanto i semi anche se li utilizzo solo per arricchire le insalate.

I giardiniere previdente, oltre ad acquistarli, può procurarseli mandando a seme piante di girasole, lino, nigella, papavero, senape, o zucca. Una parte di semenza deve essere conservata per una nuova produzione ma la restante è ottima per la nutrizione perché contengono sostanze benefiche all’organismo.

Così quando ho trovato questa ricetta su cakemania passata di mano e rivisitata dall’originale di Donna Hay, l’ho salvata e appena mi è stato possibile ho fatto i cracker, e sono talmente buoni che ho pensato di condividerla con voi.

Cosa occorre per 1kg di cracker

  • 240gr farina di lenticchie/ceci/ integrale/ farro (non glutei free)
  • 340gr semi misti (girasole, zucca, lino, sesamo…)
  • 130gr olio (meglio EVO)
  • 230gr acqua
  • 1 1/2 cucchiaini di sale
  • carta da forno
  • leccarda o teglia rettangolarea piacere potete aggiungere spezie o altrio semi, curcuma,

Come fare

Accendete il forno a 180°. In una ciotola mescolate con un cucchiasio di legno farina, sale e semi e unite poi la parte liquida di acqua e olio.

La pasta risulterà molla e collosa, prendetene un terzo e ponetela al centro di un foglio di carta da forno grande quanto la teglia. Applicatevi sopra un altro foglio della stewssa grandezza e con il matterello stendete l’impasto più sottile che potete, lo spessore sarà dato dai semi. Eliminate la carta dalla superficie superiore e infornate.

Cuocete per circa 10/15 minuti, dipende dal vostro forno, appena saranno dorati i bordi, estraete dal forno e girate l’impasto che si sarà solidificato, e lasciate in forno caldo ma spento per qualche minuto.

Taglaite con un coltello a seghetto ben affilato e fate raffreddare i cracker di semi prima di riporli in un barattolo o in una scatola a chiusura ermetica.

Si conservano per circa 3 settimane.

Sono buonissimi da soli  come snack e si accompagnano al formaggio guacamole o hummus di ceci o fagioli.

nuovi stili del Flower Design

27 febbraio 2020 § Lascia un commento

Così come nella moda, 

nell’arredo e nel design, anche il settore della decorazione floreale e il giardinaggio subiscono continua trasformazione per adeguarsi alle tendenze della società, i cambiamenti sono percepiti dai designer e vengono tradotti in proposte che mutano velocemente così ogni stagione è caratterizzata da colori e texture differenti. 

Piante da appartamento 

Le tendenze più attuali del verde puntano l’attenzione più sulla pianta che sul reciso oltre che per un piacere estetico, sono soprattutto utili in quanto purificano l’ambiente e fanno bene al benessere fisico dell’uomo, numerosi studi dimostrano infatti che le piante hanno un’influenza diretta, la loro vicinanza è cioè sufficiente a far sì che la salute ne risenta in maniera positiva, in Giappone le passeggiate nei boschi sono prescritte dai medici!

Arredare la casa con le piante, porta profitto anche in termini di risparmio economico in quanto prendendosene cura in maniera adeguata dureranno diversi anni, il nuovo trend non poteva che eleggere il verde come colore predominante, in tutte le sue sfumature, in casa via libera alle piante della nonna, ritornano in auge filodendro, potos, sanseveria e le succulente che in realtà non sono mai passate di moda, per chi ha spazio invece, banano e kentia sono il must del momento.

In casa le piante vere si mescolano ai disegni botanici incorniciati e disposti a gruppi alle pareti, oppure trasferiti come stampe sul tessile.

Fiori naturali e colori pastello

Meno fiori recisi dunque e che siano naturali, come quelli spontanei dei prati, anche in Italia, al pari di molti altri luoghi del mondo alcuni produttori di fiori da taglio stanno convertendo la tradizionale produzione di reciso a favore di specie selvatiche come astranzia, cosmos, dahlia e zinnia e varie ombrellifere che donano leggerezza alla comosizione.

I fiori più trend hanno colori tenui del rosa ed altre tonalità pastello, per creare composizioni romantiche e femminili ed infondere calma e atmosfere rilassanti.

Stile wild

Insieme all’utilizzo dei fiori spontanei, un’altra tendenza prevede l’uso del legno e di tutti quei materiali naturali che sono in grado di conferire alla composizione un aspetto rustico. Un ritorno alle origini, dove elementi poveri raccolti nei boschi come rami secchi, sono semplicemente inseriti in un mazzo di fiori freschi oppure si intrecciano a formare un nido che accoglie piccole piantine fiorite o ancora creano una struttura che fa da base ad un bouquet. Spago e corda grezza sono l’ideale per legare gambi e il fil di ferro può essere arrotolato per costruire insoliti contenitori per piante le cui radici sono avvolte in uno strato di muschio come a formare una sorta di kokedama. Via libera dunque alla fantasia e alla creatività per combinare sapientemente l’uso di pezzi rubati alla natura e realizzare decorazioni originali con ingredienti semplici e facilmente recuperabili.

Riciclo creativo di una borraccia

19 febbraio 2020 § Lascia un commento

Da qualche tempo
girava in casa una borraccia in alluminio brandizzata che mi era stata regalata, ero indecisa se buttarla perché il blu metallizzato e la scrittona che la caratterizzavano proprio non si poteva guardare.

Vi ho già raccontato che sono stata “insignita” dell’ambitissima onoreficenza di ambassador per Fleur Paint? È un’azienda italiana che produce vernici di qualità da due generazioni. Hanno avuto la bella idea di inviarci una Mistery box ogni mese con tutte le novità riguardo ai prodotti, il mio passato da studentessa di liceo artistico e Accademia di Belle Arti sta prendendo il sopravvento e non so quello che potrà accadere. Avevo acquistato un libro che invitava ad esprimere la propria creatività, La Via dell’Artista di Julia Cameron, lo conoscete? Un vero portento, ecco con le vernici di Fleur ho ritrovato il piacere di dipingere, vi invito a guardare la palette colori e sono certa che ve ne innamorerete, se poi le provate non le abbandonerete più perché risolvono ogni problema di aderenza.

Quando Fleur Paint mi ha inviato i nuovi colori in edizione limitata, ho avuto un’illuminazione ed ho pensato di utilizzarli per la mia borraccia.

Cosa occorre

Vernice JO e AMELIE
Pennello piatto e quello tondo a punta fine.
Cartavetro fine da carrozziere
Scotch di carta

Come Fare

Il Problema principale derivava dal fatto che non volevo dipingere la parte su cui si appoggia la bocca con la vernice. Quindi ho carteggiato con la cartavetro fine da carrozziere, i primi due centimetri a partire dall’imboccatura fino ad arrivare all’alluminio. Con la stessa cartavetro ho carteggiato leggermente la superficie della borraccia, avrei potuto utilizzare il primer ma ho fatto alla vecchia maniera. Ho poi protetto la parte di alluminio con lo scotch di carta prima di verniciare a pennello con 4 mani di vernice scelta nel colore JO un rosa pallido che adoro !!!

Avevo voglia di decorare la borraccia con un decoro Green così ho disegnato un ramo con foglie. Lo trovate qui , scaricate il pdf e stampatelo. Girate il foglio e con una matita a grafite morbida coprite la campitura del disegno. Ritagliate e con lo scotch di carta bloccate il disegno sulla superficie della borraccia. Ricalcate con una penna a biro così da riportare la traccia di grafite e dipingete con un colore a scelta! Io ho usato AMELIE , una tinta terracotta che amo.

Ultimo passaggio con fissativo spray!

Et voilà la borraccia ha cambiato aspetto e ora la adoro!

Vi piace?

annotazioni creative #febbraio2020

5 febbraio 2020 § Lascia un commento

E’difficile ricominciarsi
quando vengono a mancare parti fondamentali della tua vita, affetti, case e luoghi che sono stati importanti anche per il lavoro, succede! Succede a molti e dopo un primo momento per me durato anni, di sconforto, spesso ci si rimette in gioco con nuove prospettive e maggiore consapevolezza, mai dare nulla per scontato, tutto può mutare da un momento all’altro e non è detto che il cambiamento sia sempre in peggio e anche quando pare che lo sia, è pur sempre movimento e ci permette di guardare la vita sotto un profilo differente.

Vi domanderete cosa c’entra tutto questo pippone con il giardinaggio, beh, già vi ho raccontato che non ho più il mio adorato boscogiardino, e nemmeno un marito ma questa è altra storia decisamente più noir che green, così ora la mia attenzione è rivolta alle piante da interno. Ecco la, una novità che farà piacere magari a che giardino non lo ha e nemmeno ha mai avuto il terrazzo.

Ci sarà sempre qui sulle mie pagine virtuali, spazio per piante, fiori e visite ai giardini ma conviveranno allegramente con nuovi ospiti indoor!

Ecco la mia selezione di eventi per il mese di febbraio, per avere una panoramica completa vi rimando al blog Fiori e Foglie della mia cara amica Daniela.

____________________________

dal 2 febbraio al 29 marzo

MOSTRA DEGLI ELLEBORI

Aperto al pubblico il Giardino degli Ellebori che conta circa 370 varietà di queste piante collezionate negli ultimi 50 anni, ellebori da ammirare in natura ed in svariate composizioni floreali.

Pietra Ligure (SV), via Nazario Sauro 144
http://www.ilgiardinodegliellebori.it

14-15

GIORNATE DI STUDI – ORTICOLA
“Piante per il giardino italiano”. Approfondimenti sulla natura in città a cura di Filippo Pizzoni, Vice Presidente dell’Associazione Orticola di Lombardia, e Margherita Lombardi, giornalista botanica ed editor di Italian Botanical Heritage. Presenti numerosi relatori, progettisti, opinionisti, sociologi e famosi ‘appassionati’
Milano, GAM – Galleria d’Arte Moderna, via Palestro 16
info: www.orticola.org

15 -16

AGRU-MI
mostra-mercato che rende omaggio ai frutti protagonisti delle tavole invernali organizzata dal Fai. Un weekend di profumi avvolgenti e colori intensi che presenta l’intero universo di aromi e sapori degli agrumi.
Milano – Villa Necchi Campiglio, via Mozart 14

26 – 27 – 28

MY PLANT & GARDEN
quarta edizione della rassegna dedicata al mondo florovivaistico e all’architettura del verde rivolta in particolare agli operatori del settore.
Fiera Milano, Strada Statale del Sempione, 28
info: www.myplantgarden.com

 

 

 

Non so voi, sempre più frequentemente, soprattutto per mancanza di tempo, mi ritrovo ad acquistare sul web, si lo so, non va bene perché incentivo le multinazionali, ma compero anche nelle librerie e dagli artigiani, anzi cerco sempre di dare loro molto spazio negli eventi che creo.

Da circa una settimana ho aperto la mia vetrina su Amazon con i preferiti,(non sono io che vendo ma Amazon) inutile che vi racconti chi è questo colosso dell’e-commerce, ho radunato li tutti gli acquisti che ho fatto negli ultimi tempi e che mi sento di raccomandare, ci sono varie sezioni tra le quali quella dedicata ai libri, così accontento chi chiede consiglio su quali acquistare.

ecco qua

cosa fare con i licheni

29 gennaio 2020 § Lascia un commento

Tra gennaio e dicembre mi sono regalata una settimana in montagna!
Non so da quanti anni non facevo una vacanza sulla neve, anzi forse non ne ho mai fatte perché credo che le settimane bianche con i bambini non possano considerarsi vacanze.
Ho camminato molto e non avrei pensato che potesse piacermi così tanto, ho indossato per la prima volta le ciaspole e mi sono immersa nella natura, e niente, è più forte di me ma sono attirata da ogni pianta, non avevo mai visto i larici in inverno, una delle poche conifere a foglia caduca con i rami carichi di piccole pigne e licheni.

Non avevo mai visto così tanti licheni ho pensato che fosse un peccato lasciare a terra quelli caduti per il vento e la neve così mi sono riempita le tasche immaginando già a come li avrei utilizzati.
I licheni sono organismi risultanti dalla simbiosi tra un fungo e un partner in grado di effettuare la fotosintesi clorofilliana (in genere un’alga verde), fra i quali si instaura un rapporto di collaborazione necessario alla loro stessa esistenza.

I licheni, come i muschi, sono specie vegetali appartenenti alla flora alpina e pertanto soggetti a tutela e conservazione. Ogni regione stabilisce una scala di tutela e vieta l’eradicazione delle specie di flora spontanea autoctona come felci, muschi e licheni ma ne permette la raccolta in piccole quantità a scopo officinale previo permesso.

                              da sx a dx: Cetraria Islandica – Usnea strigosa

Sia ben chiaro che ho raccolto quelli sechi, caduti a terra calpestati dalle ciaspole e raggruppati ai lati dei sentieri, quindi a norma di legge, pensando di usarli per ricoprire il terriccio di coltivazione dei bulbi fioriti in vaso, ho reidratato i licheni immergendoli in una bacinella di acqua tiepida, bastano pochi minuti per farli riprendere, poi li ho strizzati per bene prima di sistemarli tra un bulbo e l’altro.

                                            Usnea strigosa in acqua tiepida

come realizzare un pomander

19 gennaio 2020 § Lascia un commento

Mi piace l’arancia,
durante la stagione invernale se voglio regalarmi una coccola spremo qualche agrume, preferisco la varietà tarocco, dal succo rosso e asprigno, piuttosto che navel di origine brasiliana. Adoro anche il suo profumo che si diffonde in tutta la casa e se voglio farlo durare più a lungo preparo dei pomander, profumatori d’ambiente il cui uso risale al Medioevo, erano principalmente realizzati con l’arancia ma era uso prepararli anche con limoni o altri pomi ed erano utilizzati per mascherare gli odori, ad essi veniva anche attribuita una valenza magica.

Li corservo in una bol d’argento, durano a lungo e la fragranza dell’arancia si può rinnovare mescolandola insieme a cannella, note forti e speziate di essenze naturali, vi racconto come farli e coservarli.

 

Cosa occorre

  • Arance con buccia spessa (vanno bene anche quelle amare)
  • Chiodi di garofano interi
  • Nastro adesivo di carta 1cm
  • Nastro di raso

Con il nastro adesivo di carta avvolgere l’arancia. Premere i gambi dei chiodi di garofano il più profondamente possibile nella buccia dell’arancia. Se fosse particolarmente dura e resistente praticare in precedenza un foro con uno stuzzicadenti in legno.

Riempite l’intera superficie delle arance con i chiodi di garofano loro per evitare che l’arancia durante l’essiccamento marcisca. Eliminate il nastro adesivo e ponete l’arancia ad essiccare in luogo fresco e ventilato o molto semplicemente su di un termosifone. L’arancia durante questa operazione, che dura circa un mese, perderà gran parte del suo volume, eventualmente fissare bene i chiodi di garofano che saranno un po’ fuoriusciti dalla buccia.

Infine passare attorno all’arancia un nastro di raso e fare un fiocco o un occhiello se si desidera appendere il pomander.

le manine della mia Anna, la foto risale a qualche anno fa

Come conservarli

Il pomander si mantiene perfettamente per diversi anni, il suo profumo si può rinnovare preparando un miscuglio di spezie a base di noce moscata, cannella in polvere, chiodi di garofano, macis con l’aggiunta di qualche goccia di essenza di olio di legno di sandalo. Si mescolano bene le spezie e si mettono assieme al pomander in un sacchetto che scuoteremo delicatamente per far penetrare gli aromi su tutta la sua superficie. Le spezie oltre rinnovarne il profumo, aiutano a conservarlo.

 

Trovi questo progetto insieme a tanti altri sul mio primo libro “Buon Gardening” edito nel 2014 da Mondadori.

annotazioni creative #gennaio2020

14 gennaio 2020 § Lascia un commento

Ho iniziato il 2020 in montagna,
mi sono riposata e divertita e ho fatto tante cose nuove,  forse ho bigiato un po’ troppo perché siamo quasi a metà di questo primo mese dell’anno e ancora non ho pubblicato il post con gli appuntamenti.
In giardino le operazioni da fare sono ben poche, è tempo di sfogliare i cataloghi per scegliere semi e piante da mettere a dimora a fine inverno, immaginerò di essere con voi, nei vostri giardini con la speranza di poter presto concretizzare il sogno di un  posticino tutto mio! Purtroppo non posso più deliziarmi di praticare operazioni di giardinaggio in quanto mi è stato vietato  di andare nel boscogiardino che ho curato con tanto amore per circa 30 anni, non potrò quindi godere delle mie piante che in gran parte sono state inoltre buttate via.

Bando alle chiacchiere, ecco qua le mie scelte per questo mese, soprattutto sono felice di sottoporre alla vostra attenzione il Tour per giardini in Irlanda che ho organizzato per i primi di giugno al quale dedicherò prossimamente un post per presentarlo al meglio ma lascio qui gli estremi per incuriosirvi, c’è ancora tempo per partire ma veramente poco per prenotarsi perché i posti sono pochi e occorre dare conferma entro fine gennaio.

 

Per maggiori informazioni vi invito a cliccare su questo link.

 

16 -17

Convegno nazionale dell’Associazione Italiana Centri di Giardinaggio

Centro Congressi Ville Ponti di Varese

Ottava edizione dell’associazione a cui aderiscono 115 Garden Center in tutta Italia, con un programma molto ambizioso “I Centri di giardinaggio fanno squadra per diventare protagonisti dell’economia che cambia”. un’operazione culturale ed economica di primaria importanza, che mira a trasformare questi soggetti in autentici protagonisti di un nuovo modello di business e di nuovi modi di produrre beni e servizi.

La partecipazione al convegno è gratuita con iscrizione obbligatoria a segreteria@aicg.it.

info qui

 

Un’amica mi ha regalato questo libro con una bellissima dedica e dicendomi che in un periodo difficile della sua vita le era stato di grande aiuto. Come amica lo consiglio ora a voi, la sua lettura è stata davvero illuminante, o perlomeno, mi ha fatto pensare alla forza che ognuna di noi ha e alla potenza dell’alleanza tra donne, la storia ( è un romanzo) si svolge nel Giardino dell’Angelo, una piccola oasi verde ricca di fascino e profumi nel cuore bohémien di Madrid e regno di Olivia.

Lo trovate qui con altre ottime recensioni.

Buona lettura, poi raccontatemi se vi è piaciuto.

 

La festa della Stella di Natale

7 gennaio 2020 § Lascia un commento

Il 12 dicembre si è celebrato in tutto il mondo #poinsettiaday,
giorno dedicato alla pianta comunemente chiamata Stella di Natale.

Devo confessare che fino a qualche anno fa non rientrava nella lista delle mie preferite, sicuramente per il colore rosso delle sue brattee che sono le foglie apicali modificate che assumono una diversa tonalità a seconda della cultivar, ho poi imparato a conoscerla e apprezzare le sfumature di colore dei nuovi ibridi come quelle del rosa che virano più o meno verso l’albicocca. Lo scorso anno avevo realizzato una ghirlanda con la prinsettia, una pianta dal portamento compatto che mi piace molto e si distingue per il rosa baby più o meno acceso.

Non mi soffermerò a raccontarvi di come coltivare la poisettia, l’ho già scritto qui, ne come utilizzarla per le decorazioni realizzata qui o anche come prolungare la durata degli steli recisi della stella di Natale che ho descritto in questo post, ma della sua storia, di come è arrivata nelle case di milioni di persone e perchè si festeggia proprio il 12 dicembre.

Il giorno del #poinsettiaday, sono stata ospite di un evento oganizzato alla Humboldt University di Berlino da Stars Unite Europe distributori europei della Stella di Natale, sono molto onorata di essere stata invitata in rappresentanza dell’Italia e voglio mostrarvi ciò che ho visto e raccontarvi cosa ho imparato.

selfie su muro verticale di Stelle di Natale

La sala dell’antica Università è stata allestita da Floral designer di grande fama internazionale con innovative interpretazioni.

Palline di Natale con stelo reciso e trattato di Poinsettia

novità e differenti ibridi di Poinsettia

La storia della festa dedicata alla Poinsettia ha radici lontane e molte sono in relazione alla città di Berlino dove fu fondata l’università che porta il nome del naturalista tedesco Alexander von Humboldt (1769-1859) che in Messico raccolse, con il collega francese Aimé Bonpland, diversi esemplari di stella di Natale, introdotti poi in Europa. A quel tempo la pianta era chiamata Euphorbia fastuosa e solo sucessivamente il nome venne trasformato Euphorbia pulcherrima (la più bella euforbia) in origine era coltivata nei giardini aztechi come simbolo di purezza e dai missionari spagnoli fu poi battezzata “Estrella de Navidad”.

Pannello di una porta decorato con stelle di Natale

Il nome poinsettia deriva invece da Joel Roberts Poinsett (1779-1851) medico e b otanico dilettante, che fu il primo ambasciatore americano in Messico, che ispirato dalla bellezza della pianta la portò negli Stati Uniti inviandola ai giardini botanici di tutto il paese. Uno dei primi destinatari fu il Giardino Botanico di Bartram a Filadelfia dove fu riconosciuto il potenziale decorativo della pianta, quindi si iniziò a coltivarla e commercializzarla. Il 6 giugno 1829, le stelle di Natale furono presentate al pubblico per la prima volta al Philadelphia Flower Show. Più tardi nel 1834, le prime stelle di Natale furono esportate dal Giardino di Bartram in Europa da un commerciante di piante di nome Robert Buist. Durante tutto il diciannovesimo secolo, le stelle di Natale si diffusero rapidamente in tutta l’America e in regioni calde come la California dove crescevano all’aperto. A partire dal 1830, la crescente popolarità della pianta fu illustrata in molte pubblicazioni e riviste.

antiche stampe che ritraggono i primi esemplari riconosciuti di Poinsettia 

 

Joel Roberts Poinsett morì il 12 dicembre 1851. In suo onore, il Congresso degli Stati Uniti introdusse la Poinsettia Day nel 1852, che viene ancora celebrata il 12 dicembre di ogni anno in memoria del diplomatico.

annotazioni creative #novembre2019

16 novembre 2019 § Lascia un commento

In un balzo dall’estate
siamo piombati nell’inverno saltando l’autunno, la stagione che più amo. Per me è stato un bene, quest’anno ho dovuto abbandonare con grande dolore il mio boscogiardino e con esso tutte le gioie che mi donavano le mie amate creature verdi, in questo periodo si assapora di più la casa ed ho pensato che sposterò la mia attenzione verso le piante da interno, che poi parliamoci chiaro, è un’invenzione dell’uomo perché nessun vegetale è nato per vivere in cattività.

Novembre è anche il mese dei workshop, mi potrete incontrare su e giù per l’Italia, impegnata ad insegnare tecniche di decorazione piuttosto che l’acquarello botanico.

he ho avuto il piacere Per info e prenotazioni vi lascio il mio numero di cellulare 

Simonetta 3391925652

 

A fine ottobre ho avuto il piacere di assistere alla prima visione di un film documentario “Il tempo del Casoncello”, presentato a Milano al Design Film Festival nella sezione Bloom curata da Antonio Perazzi, un film  girato nell’arco di 5 anni dal bravissimo fotografo Emilio Tremolada che racconta il lavoro e la personalità di Gabriella Buccioli, una straordinaria giardiniera che amo molto e che è stata grande fonte di ispirazione  per me e per tanti appassionati di piante e giardini.

Il film della durata di circa un’ora,  mi è piaciuto tantissimo, mi ha riportata nel bellissimo giardino di Gabriella che ho visitato qualche anno fa e qui ve ne avevo parlato.

” Il tempo del Casoncello” potete vederlo comodamente a casa vostra, vi consiglio di preparare una bella tisana e accoccolavi sul divano, è disponibile qui 

Il film è disponibile ancje in DVD e Blu-ray e può essere richiesto a iltempodelcasoncello@gmail-com

Colvin & Co, noto sito di vendita on-line di bellissimi bouquet a domicilio, ha esteso la sua offerta alle piante da appartamento inserendo alcune specie di grande fascino che potete ricevere direttamente a casa vostra in 24 ore. Nell’offerta è incluso un vaso di ceramica che potete scegliere del colore che più vi piace.

Fino al 15 dicembre vi posso offrire uno sconto del 15% su tutta la collezione digitando qui il codice: ABOUTGARDEN

Regalare una pianta in vaso è un ottimo modo per farsi ricordare….

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: